L’AQUILA – Sono tutti negativi i 7 casi oggetto di test e osservazioni che hanno riguardato L’Aquila e la sua provincia nella giornata di ieri. Niente coronavirus, dunque.

Il governatore, Marco Marsilio, nella sua informativa  nella seduta del Consiglio regionale di oggi, tornato a riunirsi all’Aquila dopo la pausa invernale a Pescara, ha oggi confermato che “i casi in Abruzzo sono tracciati, circoscritti e debitamente monitorati. Non ci sono nuovi elementi di preoccupazione”. 

Marsilio ha confermato i dati sui contagi, tre conclamati al momento, ma anche detto di considerare positivi gli altri due, su cui sono in corso le controanalisi.

“Su mille test effettuati di questo genere, non ce n’è stato nessuno che abbia smentito la diagnosi”.

In Abruzzo, secondo il Dipartimento di prevenzione, i casi conclamati al Coronavirus sono tre, uno a Teramo, uno a Pescara e uno all’Aquila, tre pazienti ricoverati nei reparti di malattie infettive dei rispettivi ospedali le cui condizioni sono in continuo miglioramento. 

I dirigenti abruzzesi sono fermi a questo dato nonostante il capo della protezione civile, Angelo Borrelli, ieri sera abbia aggiornato a cinque i casi.

A chiarire il piccolo giallo sono fonti regionali della sanità. I dirigenti abruzzesi considerano, per l’ufficialità, i risultati confermati dall’Istituto superiore di sanità mentre la Protezione civile nazionale inserisce nella lista dei positivi al covid19 i test effettuati dai laboratori regionali, in questo caso Pescara (che lavora sulla base di due prove). 

Ed in effetti i tecnici di Pescara hanno inviato all’Iss altri due test risultati positivi relativi alla moglie e al figlio del paziente1, il 50enne ricoverato a Teramo, originario della bassa Brianza arrivato a Roseto degli Abruzzi con la famiglia. E su questi si è in attesa ad ore del responso dell’Iss. 

In tal senso, si è in attesa anche del risultato del tampone dell’altro figlio del paziente 1 sul quale a Pescara l’epilogo è stato dubbio: uno negativo e uno positivo. 

Inoltre, da fonti regionali emergono i numeri sui test effettuati aggiornati a ieri mattina: in provincia dell’Aquila, 12 tamponi, di cui 1 positivo, e 11 negativi. 

A Chieti 8 test, tutti negativi. A Pescara 20 test, di cui 1 positivo, 18 negativi, e uno in corso. A Teramo 13 test, di cui 3 positivi, 9 negativi e 1 in corso. 

Tra i nove negativi anche il secondo figlio del paziente1 che in attesa di chiarimento viene inserito nella lista dei negativi. 

Dei sette casi sospetti emersi ieri sera in provincia dell’Aquila, quattro sono negativi e su tre si è in attesa di conoscere il risultato da Pescara. 

Oggi in consiglio regionale è stato poi approvato un odg presentato dalla Lega, prima di abbandonare l’aula, Accelerare le procedure necessarie per consentire alle volto all’assunzione straordinaria di medici e personale, nelle Asl, al reperimento di risorse per l’acquisto urgente di apparecchiature e test diagnostici.   Il documento è stato votato dalla maggioranza di centrodestra e dai gruppi di opposizione del centrosinistra, contrario solo il Movimento cinque stelle.

Il governatore ha poi annunciato lo slittamento del festival cross mediale della Rai sul cinema d’animazione: la tappa pescarese, prevista ad aprile, si terrà a dicembre; quella aquilana, di conseguenza, slitterà ad aprile del prossimo anno.

Tra gli eventi rinviati anche il raduno degli Alpini ad Isola del Gran Sasso e i Cento Giorni all`esame di maturità che ogni anno porta migliaia di giovani nel Santuario di San Gabriele.

Infine il governatore ha reso noto che l’approdo in Abruzzo di Claudio D’Amario, ex dg della Asl di Pescara, come capo Dipartimento Salute dell’ente regionale è stato rinviato di due mesi, visto che il Ministero e la Protezione civile nazionale hanno chiesto la permanenza nella task force coronavirus al ministero della Salute che il manager pubblico pescarese guida.

In consilgio è intervenuta l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì  che ha affermato: “Se non avessimo chiesto la deroga per i piccoli ospedali oggi non avremmo la possibilità di gestire questa emergenza sanitaria”. Criticando così  la normativa nazionale, e inparticolare il decreto ministeriale 70, dell’ex ministro Beatrice Lorenzin, per il quale la Regione ha già chiesto la revisione.

“Quel decreto identifica solo due Uoc per malattie infettive in Abruzzo, a Pescara e a Chieti – ha spiegato Verì -. Questo perchè ne spetta uno ogni 60 0mila abitanti per cui le realtà delle altre Asl, non essendo identificate come Uoc, hanno difficoltà nei posti letto”.

DISPONIBILI 6.600 STRUTTURE IN 80 CASERME, A ROCCARASO CENTRO DI QUARANTENA NELLA BASE MILITARE

C’è anche la base militare di Roccaraso tra le strutture individuate per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

Sono già disponibili circa 80 caserme, per un totale di 6.600 posti letto.

Le strutture, secondo quando apprende l’Ansa, sono state messe a disposizione su tutto il territorio nazionale dalla Difesa dopo una verifica delle disponibilità da parte del Comando operativo di vertice interforze.

Quella di Roccaraso è, individuata dal Comando operativo di vertice interforze, potrebbe essere impiegata eventualmente per la messa in quarantena.

Si trova sulla strada provinciale 84, che conduce alla frazione di Pietransieri e al comune di Ateleta, a circa due chilometri dal centro di Roccaraso. E’ circondata da un bosco di querce di oltre 4 ettari a breve distanza dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e dal Parco Nazionale della Maiella.

LE MISURE
È stato chiuso il testo del decreto legge sulle prime misure economiche per far fronte all’emergenza coronavirus, approvato salvo intese dal Consiglio dei ministri venerdì. Il testo dovrebbe essere inviato domani al Quirinale per la firma del Capo dello Stato.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo dpcm con le misure per il contenimento dei contagi da Coronavirus.

Il nuovo decreto è caratterizzato dalla sospensione delle attività scolastiche fino all’8 marzo nelle regioni “cluster”.

Con il provvedimento in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, a Savona e Pesaro-Urbino si introduce la regola ‘droplet’, affinché venga garantita la distanza tra le persone di almeno un metro l’una dall’altra in tutti i bar, ristoranti, pub, negozi, musei e chiese.

In questi luoghi l’apertura di locali pubblici è ora “condizionata” a modalità che evitino assembramenti. Una misura proposta dagli stessi governatori delle tre Regioni ma ritenuta “difficilissima da applicare” da parte di alcuni sindaci, come quello di Crema, Stefania Bonaldi.

IL PUNTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

Sono 1.835 gli ammalati per coronavirus in Italia, con un incremento di 258 persone rispetto a ieri. 

Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile. 

A questi vanno aggiunti i 149 guariti (66 in più rispetto a ieri) e i 52 morti (18 in più di ieri).

“Al momento non ci sono criticità nei posti di terapia intensiva”, ha detto il capo della Protezione Civile Borrelli. 

Dai dati del Dipartimento risulta che i malati sono 1.077 in Lombardia, 324 in Emilia Romagna, 271 in Veneto, 51 in Piemonte, 34 nelle Marche, 18 in Liguria, 17 in Campania, 12 in Toscana, 9 in Friuli Venezia Giulia, 5 Sicilia, 4 Lazio, 5 Abruzzo, 4 Puglia, 2 Umbria, 1 provincia di Bolzano, 1 Calabria. Complessivamente i contagiati, comprese le persone guarite e le vittime, sono 2.036. Quanto ai tamponi, ne sono stati effettuati 23.345.

309 TENDE DAVANTI AGLI OSPEDALI

Sono 309 le tensostrutture montate fuori dall’ospedali italiani per permettere un triage ai casi sospetti di coronavirus, limitando il rischio di contagio, e permettendo di organizzare percorsi protetti pazienti. 

La separazione dei due percorsi facilita l’attività del personale, abbreviando i tempi necessari alla presa in carico. 

Le tende per il triage infettivologico sono una delle disposizioni dell’Unità di crisi della Protezione civile e servono ad accogliere solo i pazienti con sintomi sospetti: tosse, febbre, difficoltà respiratorie. 

Un esercito di 1.735 persone si è aggiunto agli organici sanitari: 1000 volontari della Protezione Civile più 735 delle forze armate e polizia. 

DA OSPEDALI PRIVATI 50-60 POSTI RIANIMAZIONE

Almeno 50-60 posti letto di terapia intensiva in più saranno messi a disposizione dagli ospedali privati lombardi per far fronte all’emergenza coronavirus a supporto delle strutture pubbliche: è quanto stima saranno raccolti in questa settimana Dario Beretta, presidente di Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) Lombardia, al termine della riunione tenutasi questo pomeriggio presso la regione Lombardia con i direttori sanitari degli ospedali privati.

“Stiamo organizzando dei reparti ‘coronavirus’ – ha spiegato all’Ansa – e poi con gli altri direttori sanitari abbiamo fatto il quadro sui posti letto di terapia intensiva. Già da San Raffaele e Policlinico San Donato tra oggi e domani dovrebbero rendersi disponibili 20 posti di terapia intensiva e 90 di degenza per il coronavirus”.

I posti letto verranno incrementati “a seconda delle esigenze. Gli ospedali privati con pronto soccorso e terapia intensiva devono dare una determinata disponibilità – continua -, mentre le altre strutture prive di questi reparti devono rendersi comunque disponibili per sgravare gli ospedali pubblici dagli altri pazienti”.

In Lombardia sono circa 27 le strutture private dotate di pronto soccorso e terapia intensiva, e circa 380 i loro posti letto di terapia intensiva.

AMAZON RITIRA UN MILIONE DI FALSI RIMEDI A PREZZI GONFIATI

Amazon ha ritirato dallo store online oltre un milione di prodotti i cui venditori affermavano essere protettivi o addirittura curativi per il coronavirus.

Lo riporta il sito della Bbc, secondo cui il gigante delle vendite online ha anche rimosso migliaia di articoli i cui prezzi erano stati gonfiati.

La compagnia ha monitorato i rialzi dei prezzi, proibiti oltre un certo limite dalle policy aziendali, e le eventuali false affermazioni sia con metodi manuali che automatici.

Amazon non ha fornito una lista di prodotti spacciati per curativi, ma nei giorni scorsi cercando ‘coronavirus’ sul sito era possibile trovare, oltre a mascherine e disinfettanti, anche falsi rimedi molto di diffusi sui social, come le compresse di vitamina C.

“Non c’è spazio in Amazon per queste operazioni sui prezzi – ha affermato una portavoce della compagnia -, e le politiche della compagnia ci permettono di togliere i prodotti che minano la fiducia degli utenti”.