L’AQUILA – “Lo spirito della ‘riforma Gelmini’ è che, essendoci un transitorio importante all’interno delle università caratterizzato dal passaggio a uno statuto diverso, ci sia un elemento di continuità che esiste con gli statuti precedenti, tra cui l’elezione del rettore”.
Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, rispondendo a margine di una manifestazione all’Aquila, alla domanda dei giornalisti sul caos che si è creato in alcune università italiane, tra cui L’Aquila, dove le elezioni rischiano di saltare per la interpretazione di un comma della legge Gelmini che farebbe slittare di un ulteriore anno i mandati dei rettori.
Sulla questione è stata presentata anche un’interrogazione alla Camera dal deputato dell’Udc Paola Binetti.
“Il rettore – ha continuato Profumo – lo elegge normalmente o il Senato accademico o il Consiglio di amministrazione, mentre c’è uno sfasamento di due anni sulle elezioni o del Senato, o del Consiglio o dei direttori di dipartimento. Lo spirito della legge è quello di dire nel momento in cui lo statuto è attivo, quindi viene pubblicato, da quel momento in poi si può avviare il processo sui nuovi regolamenti”.
Secondo Profumo, “c’è un anno dal momento in cui è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Nella realtà – ha aggiunto – l’ambiguità è che nel momento in cui il ministero dopo la valutazione sullo Statuto ha dato la risposta, in alcuni casi è stato necessario che le università facessero alcune revisioni sullo statuto. Solo a quel punto gli atenei lo hanno approvato. Perché lo statuto diventi operativo e quindi si avvii il processo verso la nuova modalità di gestione, la legge prevede che ci sia un anno”.
Il ministro ha sottolineato ancora che “c’erano due scadenze, la prima era il 29 di luglio, la seconda era a 180 giorni dopo il 29 di ottobre, dopo di che il ministero aveva quattro mesi di tempo per la valutazione degli statuti per dare una risposta alle università”.
“Se la risposta era completamente positiva – ha precisato il ministro – immediatamente le università potevano pubblicare lo statuto sulla Gazzetta ufficiale, in caso ci fosse stato qualche cosa che non corrispondeva, c’era ancora un minimo di interazione”.
“La situazione dell’Aquila non la conosco, ma questa è la legge. Però ci sono alcuni rettori che pur essendo nella condizione, hanno deciso di rinunciare all’ulteriore proroga di un anno”.





