PESCARA – Tragedia in serata a Pescara, in viale Punta Penna, nei pressi dell’ospedale, dove un uomo, Antonio Di Martile, ha prima ferito gravemente la badante, poi ha rivolto il fucile da caccia anche verso la moglie, da anni costretta su una sedia a rotelle, e infine è sceso in garage e con la stessa arma si è tolto la vita.

Al momento sono completamente ignote le cause del folle gesto

L’anziana moglie e la badante, quest’ultima in gravi condizioni, sono entrambe ricoverate nell’ospedale di Pescara.

Per le indagini sono sul posto gli agenti della Questura pescarese.

Si ignora se l’arma fosse regolarmente registrata o meno. (s.cas.)

FINISCE IN TRAGEDIA L’ENNESIMA LITE IN CASA

Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine (sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri) alle 19.45 è scoppiata l’ennesima lite in casa tra l’uomo e la moglie.

Dal fucile sono stati esplosi due colpi che hanno colpito la donna più giovane a collo e spalla; le sue condizioni sono gravi ma i medici non la ritengono in pericolo di morte.

La moglie dell’uomo, probabilmente intervenuta per difendere la badante, sarebbe stata colpita alla testa ma solo con un pugno, tanto che per medicarla non è stato necessario condurla in ospedale.

Subito dopo, l’uomo è sceso nello scantinato del condominio, una casa popolare a tre piani, e si è sparato un colpo in faccia che lo ha ucciso.

Sul posto si trova il sostituto procuratore della repubblica di Pescara, Silvia Santoro.

Da quanto si è appreso, l’uomo era conosciuto nel palazzo per le numerose liti in casa, l’ultima, secondo le testimonianze dei condomini, era avvenuta nel pomeriggio di ieri, e con gli altri inquilini.

In nessun caso, però era stato necessario l’intervento della polizia.

Nell’abitazione vivevano anche i due figli, minorenni, della bandante, non presenti al momento della lite.

Sul posto è giunto ora uno dei due figli della coppia; l’altro è atteso a momenti.