CHIETI – Scende in campo anche l’associazione Codici per far luce sulla gestione del consorzio di rifiuti del teatino che riunisce venti comuni della val di Forto.

Da tempo si levavano voci isolate per lo più all’interno dei consigli comunali dei diversi centri, adesso si è deciso di portare avanti una battaglia comune, mettendo da parte anche i colori politici, decidendo di aderire all’associazione Codici e affidare al segretario regionale dell’associazione, Giovanni D’Andrea, tutte le iniziative necessarie per la tutela dei consumatori.

Ad aderire all’iniziativa sono stati Sergio Montanaro consigliere comunale di Casalincontrada, Rossano Mincone, consigliere di Torrevecchia Teatina e Gianfranco Sulpizio consigliere di  Miglianico.

L’accusa nei confronti del consorzio di rifiuti, presieduto dal sindaco di Casalincontrada Concetta Di Luzio, è di una gestione “un po’ allegra e poco trasparente”, per usare le parole di Sulpizio, di cui fanno le spese i cittadini, che stanno pagando il servizio con continui aumenti

“Per il servizio comunale di igiene ambientale – cita ad esempio il consigliere miglianichese – nel 2009 il comune di Miglianico, circa 4.700 abitanti, spendeva 268 mila euro, saliti nel  2011 a 361mila senza evidenti motivazioni; per il conferimento dei rifiuti in discarica, la cifra era nel 2009 di 241 mila euro, a fronte dei 317 mila euro del 2011”.

Il consigliere Minconce cita invece passi della relazione allegata al bilancio preventivo del 2005 del consorzio dove l’allora presidente Michele Di Vito parlava di una serie di impianti da realizzare a breve (impianto di compostaggio, impianto di biogas e impianti di selezione rifiuti) che non videro mai la lure.

Proprio la mancata realizzazione di una adeguata rete impiantistica, accusano gli amministratori comunali, ha provocato il lievitare dei costi per gli utenti.

I consiglieri comunail vogliono vederci chiaro anche sulla gestione del consorzio.

Vogliono ad esempio sapere dove sono finiti gli utili di filiera, che potrebbero essere utilizzati per abbassare la tassa sui rifiuti pagata dai cittadini.

I residenti dei venti comuni del teatino pagano, infatti, somme abbastanza alte per il servizio rifiuti che prima venivano smaltiti nella discarica di Fara Filiorum Petri, chiusa nel 2008. Adesso i rifiuti vengono smaltiti in parte e Chieti, mentre la frazione organica deve arrivare fino a Lucera, in provincia di Foggia. Con spese lievitate dovute al trasporto.  

Montanaro, infine, ha parlato di “fallimento gestionale di questo consorzio” e di possibilità, una volta studiato bene il caso con gli esperti dell’associazione Codici mettere in piedi una class action a tutela dei cittadini. (ar.ia.)