PESCARA – Mare blindato. Il materiale derivato dal dragaggio verrà conferito a terra.

È questa la decisione presa nel corso della riunione che si è tenuta presso gli uffici della Protezione civile, l’ennesimo tentativo di strecciare una storia che va avanti da troppo tempo.

Presenti il vice capo dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, il commissario al dragaggio, Guerino Testa, il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, il comandante della capitaneria di porto, Luciano Pozzolano, il presidente dell’Ispra, Bernando de Bernardinis, il dirigente del Ministero dell’ambiente, il dott. Renato Grimaldi, e i rappresentanti dell’Ispra.

Poco si è concretizzato durante la riunione, ma la speranza che la storia del dragaggio abbia un lieto fine c’è ancora.

Si è deciso, infatti, che la Protezione civile e il Ministero dell’ambiente si faranno portavoce, presso la presidenza del Consiglio, per fissare una riunione quanto prima per trovare risorse economiche nonché un sito per il conferimento a terra dei 72 mila metri cubi di materiale fissati.

Un’alternativa per ovviare a tutti i problemi che si sono succeduti per il conferimento in mare del materiale.

Problemi legati alle differenti procedure utilizzate dai laboratori Arta e Indam srl per verificare la presenza dei DDT e che non hanno permesso di risolvere i dubbi dell’Ispra sulla presenza di questi ultimi nei sedimenti.

Alla luce, quindi, della risultanza delle procedure non rispettate dai due laboratori, si è decretato a Roma che non ci sono a oggi le condizioni favorevoli per il conferimento in mare del quantitativo previsto di 72 mila metri cubi.

È arrivato quindi il blocco ufficiale da parte dell’Ispra, che ha inoltre ribadito la necessità che i laboratori procedano nuovamente alle analisi secondo le metodiche certificate dall’istituto, che consentirebbe di verificare la bontà delle stesse.

Rilevanti in proposito sono anche gli effetti del decreto del consiglio dei Ministri sulle liberalizzazioni e semplificazioni, che porteranno di fatto a un passaggio delle competenze in relazione alle autorizzazioni sul conferimento in mare, dal Ministero dell’ambiente alle regioni, sperando, in futuro, in tempi più brevi.