L’AQUILA – Il Consiglio regionale, riunito oggi pomeriggio all’Aquila in seduta straordinaria per discutere sull’emergenza rifiuti, ha approvato una risoluzione che impegna il presidente, Gianni Chiodi, e l’intera Giunta ad avviare un confronto con le Province per individuare una soluzione che consenta di superare le difficoltà gestionali di molti enti, soprattutto in provincia di Pescara.
Nel documento, oltre a sollecitare la ricerca di un’ampia convergenza da parte degli enti locali per l’individuazione di nuovi impianti di smaltimento, si chiede che i consorzi si attivino per il potenziamento delle discariche già in esercizio, in attesa dell’entrata in funzione di quelle già autorizzate dalla Regione.
Si chiede inoltre di rilanciare l’impegno sul fronte della raccolta differenziata e sul recupero dei materiali da avviare al riciclo, attraverso lo sblocco e l’assegnazione delle risorse finanziarie già disponibili per i progetti.
Il testo della risoluzione (il cui primo firmatario è il capogruppo del Popolo della libertà, Lanfranco Venturoni, si conclude con l’impegno ad accelerare l’approvazione del disegno di legge regionale sulla nuova governance della gestione dei rifiuti, attualmente in discussione in Commissione.
D’ALESSANDRO (PD): “LA GIUNTA SAPEVA, NESSUNO HA MOSSO UN DITO”
“L’assessore Mauro Febbo ha rivelato la verità: da tre anni lui, Chiodi e la Giunta regionale sapevano della condizione di emergenza verso cui Pescara in particolare stava andando: nessuno, però, ha mosso un dito, pur avendo la Regione il potere sostitutivo rispetto agli eventuali enti inadempienti, Comuni e Consorzi, proprio per evitare la condizione di emergenza, anche attraverso un eventuale commissariamento. Eppure questa possibilità è prevista sia dalla legge, che dallo Statuto regionale”.
Lo ha sostemuto il capogruppo del Partito democratico, Camillo D’Alessandro, commentando l’intervento di Febbo durante il Consiglio.
“Perché non lo hanno fatto? – si è chiesto D’Alessandro – A questa domanda Febbo non risponde, e non lo fanno neppure l’assessore “al Ritardo”, Mauro Di Dalmazio, e il silente Chiodi. Insomma, fanno solo i commissariamenti che gli fanno comodo. L’unica cosa che è emersa è la minaccia di Febbo di denunciare penalmente i sindaci del Pescarese, colpevoli per l’assessore di creare l’emergenza appositamente e ad arte. Ora Febbo risponda delle sue affermazioni”.
“La maggioranza in questo Consiglio – ha concluso D’Alessandro – non ha indicato una soluzione. Fino a oggi hanno solo mentito e adesso vogliono scaricare tutte le loro responsabilità sui sindaci: per molto meno un assessore si sarebbe dovuto dimettere”.
CARAMANICO (SEL) SU GESTIONE RIFIUTI
“Il problema dei rifiuti nella regione Abruzzo può essere risolto solo dando applicazione al Piano regionale dei rifiuti esistente e mettendo la struttura regionale che si occupa di questo settore nella possibilità di lavorare, rimpinguando una pianta organica deficitaria e sostenendo le attività con le necessarie risorse economiche”.
È quanto ha sostenuto nel corso del suo intervento in aula il consigliere regionale di Sinistra e libertà Franco Caramanico, secondo cui “il Piano regionale dei rifiuti di cui la Regione si è dotata nella precedente legislatura ha tutte le carte in regola per fare uscire dall’emergenza il nostro territorio, avendo come obiettivi la tutela dell’ambiente, la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di Co2 attraverso la riduzione della produzione dei rifiuti, la raccolta differenziata e il recupero energetico, da conseguire attraverso l’utilizzo delle migliori tecnologie, come per esempio la digestione anaerobica”.
Caramanico ha chiesto inoltre alla Giunta conto dei 25 milioni di euro destinati alla realizzazione di un sistema impiantistico pubblico “che non sono mai stati utilizzati”.
Quanto alla questione dei termovalorizzatori, secondo il Consigliere “Chiodi e il suo esecutivo devono fare chiarezza e non possono dire di volere realizzare un termovalorizzatore e poi smentirsi a seconda delle circostanze. La realtà è che la questione del recupero energetico può essere risolta affidandosi alle nuove tecnologie”.
“Recentemente – ha concluso Caramanico – a Reggio Emilia è stato dismesso un termovalorizzatore a favore delle nuove soluzioni offerte dalla tecnologia. Dovremmo prendere esempio e superare così una volta per tutte una questione ormai priva di senso”.
APPROVATA RISOLUZIONE SULLE CASE ATER
Il Consiglio ha poi approvato all’unanimità una risoluzione con la quale si impegna Chiodi ad assumere iniziative, sia in sede di Conferenza Stato-Regioni, che in forma autonoma, nei confronti del Governo nazionale, affinché sia modificata la normativa che regolamenta l’Imposta municipale unica (Imu) applicata sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica di proprietà delle Ater.
“Il decreto ‘Salva Italia’, che ha anticipato l’istituzione dell’Imu – ha sostenuto il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano – non prevede più le detrazioni per il trattamento fiscale assicurato per la prima casa anche per il patrimonio di edilizia residenziale di proprietà delle Ater. Se la norma non venisse modificata comporterebbe per le Ater abruzzesi un insostenibile onere per il pagamento dell’Imu che in alcuni casi provocherebbe una quasi totale riduzione delle risorse destinate alla manutenzione, mentre in altri casi, secondo le proiezioni, comprometterebbe irreversibilmente l’equilibrio economico complessivo delle aziende e, quindi, la loro possibilità di conservare il patrimonio edilizio per l’abitare sociale”.
“Con questa risoluzione siamo la prima regione italiana a sollevare questa problematica”, ha concluso Pagano.





