L’AQUILA – Centinaia di persone hanno voluto salutare per l’ultima volta Massimiliano Giusti, l’alpinista aquilano morto a seguito della caduta in un crepaccio nella Valle dell’inferno, sul Gran Sasso, dopo che si era smarrito nell’escursione di domenica scorsa insieme al suo amico Paolo Scimia, rimasto illeso.
Una folla silenziosa ha riempito la chiesa di San Francesco d’Assisi di Pettino (L’Aquila) in un misto di dolore e incredulità per una morte assurda che ha strappato Giusti ai genitori Ferdinando e Flora, al fratello Alessandro, alla moglie Raffaella e alla piccola Camilla, rimasta senza papà.
Tantissimi amici e conoscenti, ma anche persone che non conoscevano Massimiliano Giusti hanno ascoltato l’omelia del parroco di Pettino don Dante Di Nardo, che ha sottolineato quanto sia doloroso dover affrontare la morte di un giovane.
”La morte ci fa sentire piccoli e indifesi – ha detto il parroco – ma dobbiamo superare questo momento, perché la morte fa parte del mistero dell’esistere, come la vita. In momenti come questi dobbiamo affidarci alla fede, non imboccare la strada sbagliata. Massimiliano è con Dio adesso, è nelle braccia del Signore. Non credete che i cristiani abbiano una risposta a tutto, non è così. È la fede che dà forza e vigore. Nella vita si mastica anche pane duro, impariamo a capirlo. Questo che stiamo facendo oggi è per noi che siamo qui e Massimiliano, che ci sta guardando, lo sa. Non sentiamoci abbandonati”.
Molto sentiti i messaggi letti al microfono dagli amici di Massimiliano. ”Lassù nel cielo crescerà la stella alpina che nessuno potrà cogliere”, ”In vita sei stato un puro di cuore”, ”La nostra montagna ha voluto prenderti con sé, è stata una lotta impari, ma a noi piace pensare che tu abbia lottato fino alla fine.
Speriamo che da lassù i tuoi nonni ti abbiano aiutato a non soffrire troppo mentre eri al buio”, i passaggi più sentiti prima dell’addio al giovane aquilano.
Anche il parroco di Cansatessa ha preso la parola per salutare Giusti ”Un uomo che cercava la montagna adesso è faccia a faccia con il Signore – ha detto il parroco – In questo momento di dolore per una giornata che si è trasformata in tragedia sento la vicinanza con la famiglia di Massimiliano. Penso a suo fratello Alessandro, che è con me nel gruppo degli adoratori della chiesa di Cansatessa, ha dimostrato e sta dimostrando grande forza. Ieri, nella camera ardente, era lui a consolare tutti gli altri”.
Il Coro della Portella ha dedicato a Giusti una commovente ”Signore delle Cime” prima che un lungo applauso accogliesse il feretro del ragazzo fuori dalla chiesa, tra la tantissima gente rimasta fuori.
Gli amici hanno fatto volare tre palloncini azzurri e un cuore su nel cielo prima di dire addio per sempre a un giovane molto conosciuto e apprezzato in città.





