L’AQUILA – Per L’Aquila occorre un “pontefice” in senso latino, uno che faccia da ponte, e non “candidati uguali e indifferenziati”.
Lo afferma in una nota Alfonso Magliocco, dirigente del Pdl aquilano e braccio destro del coordinatore provinciale uscente, Gianfranco Giuliante, in una nota in cui boccia come candidati alla fascia tricolore del Comune capoluogo sia il primo cittadino che sta per concludere il mandato, Massimo Cialente, sia il possibile candidato di cui tanto si chiacchiera, Giorgio De Matteis, osteggiato da Giuliante e dai suoi.
Magliocco riprende l’intervista pubblicata oggi sul Messaggero allo storico aquilano Raffaele Colapietra, che ha detto che “De Matteis e Cialente sono persone attive, anche loro peró senza particolare identità. Sinceramente per scegliere basterebbe fare testa o croce, siamo sullo stesso piano”,
“Il giudizio, forse ingeneroso – scrive Magliocco – esprime peró un comune sentire, soprattutto in riferimento a ció che serve ‘qui e ora’ a questa città. È la vecchia politica che si ripresenta con strategie datate e con il sapore “amaro” del rimasticato”.
“Quando questa città avrebbe bisogno di ritrovarsi – prosegue – si privilegia lo scontro, quando corale dovrebbe essere lo sforzo di fare proprio il criterio che fu di Adriano (“ho ricostruito molto e ricostruire significa collaborare con il tempo nel suo aspetto di “passato”, coglierne lo spirito o modificarlo, protendendo quasi verso un piú lungo avvenire, significa scoprire sotto le pietre il segreto delle sorgenti”), si privilegia la bagarre di cortile, fatta di quotidiani scontri e rimpalli di responsabilità o si “gioca” ad acquisire meriti inesistenti laddove entrambi mentono!”.
Il riferimento è sulla zona franca e gli aiuti alle imprese. Per Magliocco “l’uno non ha colto l’obiettivo della Zfu (De Matteis, ndr) e l’altro non ha ottenuto nulla da Monti (Cialente, ndr) perché quei soldi c’erano da quasi tre anni e quindi da tempo potevano essere utilizzati per le micro e piccole imprese e non è stato, scientemente, fatto!”.
“Per L’Aquila – secondo il dirigente pidiellino – c’è bisogno di un pontefice, inteso nell’accezione latina del tecnico migliore al quale competeva di ‘pontem facere’, ma anche come chi unisce ciò che è separato. Serve chi é capace di essere freddo come un chirurgo per portare in porto una operazione difficile, ma che abbia contestualmente la sensibilità di un poeta capace di sentire la propria terra e accompagnarla nella sua trasformazione ‘che è la vita stessa della città””.
“Non serve la vecchia politica, i suoi riti, le sceneggiate – conclude Magliocco – cui, oggi, ancora assistiamo, sempre uguali e tali da far sembrare uguali i diversi candidati che si propongono per la ricostruzione dell’Aquila. Di candidati uguali e indifferenziati L’Aquila non ha bisogno. Auspichiamo un nuovo che avanzi, non un vecchio che è avanzato”.






