L’AQUILA – “L’ordinanza sui centri storici è molto utile perché sancisce definitivamente che senza piani di ricostruzione i Comuni non riceveranno soldi”.
Il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e il coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, lo hanno detto questa mattina ai sindaci coordinatori delle aree omogenne del “cratere”, rivendicando, di fatto, se non la paternità almeno la condivisione sul provvedimento del presidente del Consiglio dei ministri, da alcuni ribattezzata “blocca-ricostruzione” e molto avversata dal Comune dell’Aquila.
“L’unica nota stonata dell’Opcm – hanno detto i due big della ‘governance’ della ricostruzione ai primi cittadini – è la previsione, voluta dal ministero dell’Economia, che le attività previste sono svolte dalle amministrazioni interessate nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.
Una norma che, ai più, è apparsa come l’ultimo messaggio lanciato al Comune dell’Aquila: “sbrigati con il piano o rimani a piedi sui finanziamenti statali”, concetto più volte ribadito a Cialente sia dal ministero dell’Economia in una lettera del giugno 2011, sia dal capo dipartimento della Protezione civile ed ex prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli, in una nota molto dura rivolta al primo cittadino del capoluogo.
E infatti, Chiodi e Fontana hanno chiarito che non intendono avallare la strategia a macchia di leopardo che, a loro detta, sta attuando L’Aquila, senza che siano conosciuti in anticipo i costi effettivi della ricostruzione del capoluogo.
In pratica i due non intendono farsi presentare un conto “a pie’ di lista”, così come ha chiarito il Mef che è alle prese con le gravi difficoltà del bilancio dello Stato.
I piani, tra l’altro, hanno precisato Chiodi e Fontana alla precisa domanda dei sindaci, costituiranno vere e proprie varianti ai prg vigenti, per cui la loro approvazione avrà valore di trasformazione urbanistica del territorio.
Nel corso dell’incontro con i sindaci Chiodi e Fontana hanno affrontato anche altri problemi che sono sull’agenda della ricostruzione: il nuovo decreto sulle scuole, dopo quello ritirato in seguito alle polemiche nate dalla puntata di Report, il blocco dei finanziamenti agli edifici strategici e le lentezze della filiera Fintecna-Cineas-Reluis che esamina le pratiche per la riparazione delle abitazioni private.
Sul primo punto, il commissario ha annunciato che è al vaglio di regolarità della Corte dei conti il provvedimento che consentirà di intervenire su molti edifici scolastici abruzzesi, depurato di quelle anomalie che la trasmissione di Rai 3 condotta da Milena Gabanelli aveva sottolineato, rappresentate dai contributi dati a scuole che non erano più tali o concessi a Comuni non toccati dal sisma.
Per quanto riguarda il finanziamento sugli edifici strategici previsto dal decreto del commissario numero 64, è stato ribadito che alcuni interventi non potranno essere portati avanti così come si pensava all’inizio poiché un parere della Protezione civile ha chiarito che contributi possono essere dati solo per l’adeguamento sismico del fabbricato e non per la loro trasformazione in altre strutture pubbliche.
Sul problema della filiera, Chiodi e Fontana hanno ammesso che ci sono delle criticità che vanno superate, così come sono state rinviate tutta una serie di questioni che sono state poste sul tavolo della discussione dai sindaci, ma per le quali non ci sono ancora né certezze né riferimenti normativi univoci.
ANCE: ”ORDINANZA PERFETTIBILE MA UTILE”
Intanto anche l’associazione costruttori edili (Ance) dell’Aquila scende in campo contro il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, sull’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri sui centri storici e sposa la linea di Chiodi e Fontana.
“Il provvedimento non ci soddisfa pienamente ma è qualcosa da cui partire per cercare di avviare la ricostruzione in attesa di ottenere il riconoscimento di quanti più diritti possibile. Urlare e inimicarsi tutti coloro che hanno potere decisionale sul futuro del cratere non agevola la ricostruzione. La strada più fruttuosa è sempre quella della ponderatezza e del lavoro sinergico”, scrive il presidente dell’Ance, Gianni Frattale, che condivide l’esigenza di “consegnare i piani di ricostruzione, come hanno già fatto 22 Comuni del cratere e alcune frazioni dell’Aquila”.
“La nuova ordinanza del governo di Mario Monti non è altro che quanto già noto ai tempi di Gianni Letta, né migliore né peggiore. È perfettibile”, sottolinea Frattale.
“Ma non se ne esce andando allo scontro – aggiunge Frattale – bisogna piuttosto riunire le energie e le idee di tutti per fare proposte e sostenerle con autorevolezza. Se il metodo è questo l’Ance è disponibile a contribuire”.
“Oggi gli ostacoli più impellenti da rimuovere sono sempre gli stessi due – spiega l’Ance – la mancanza dei piani di ricostruzione per i centri storici ed il blocco delle pratiche alla filiera. Per fortuna, dietro al polverone della rissa continua in corso, c’è il lavoro di alcuni piccoli Comuni e delle frazioni che sono riusciti a presentare 22 piani di ricostruzione”.
“La preoccupazione più urgente, ora – rileva Frattale – deve essere quella di migliorare il meccanismo della filiera burocratica anche per affrontare la mole di progetti dei centri storici che afferirà prossimamente”.
“A oggi, invece, dobbiamo ancora prendere atto, sempre più amaramente, che nulla si muove neanche per le ‘E’ della periferia, e che non si ha nessuna idea di come sarà L’Aquila futura – attacca il presidente dei costruttori – I cantieri della ricostruzione pesante sono sempre fermi”.
“In passato gli aquilani hanno ricostruito la città ad ogni terremoto – conclude Frattale – Nel terzo millennio la litigiosità potrebbe purtroppo seppellire la sua dignità”.
DECRETO SCUOLE: COMMISSARIO, ”VERIFICHE INIZIATE PRIMA DI ‘REPORT”’
Da fonti della struttura commissariale, nel frattempo, si apprende che il nuovo decreto sulle scuole, indipendentemente dai contenuti della trasmissione Report, apporta modifiche al precedente provvedimento numero 61 sulla base di una nota di verifica inviata dal commissario ai Comuni a fine giugno 2011, quindi prima della messa in onda della trasmissione di Rai 3.
“Gli storni per i Comuni senza nesso e per quelli che avevano indicato edifici non scolastici sono modesti – riferisce la struttura – e il grosso dei recuperi di finanziamenti che saranno contenuti nel decreto correttivo riguardano un maggior sacrificio di Province e Comuni con popolazione superiore ai 20 mila abitanti, che dovranno compartecipare con una quota che va dal 30 al 40 per cento, i Comuni con i piani ordinari non legati all’emergenza per la messa in sicurezza delle scuole, nonché alla previsione di una decurtazione pari al 15 per cento per i Comuni che hanno chiesto finanziamenti per costruire edifici sostituitivi in luogo di quelli danneggiati”.



