PESCARA – Ruota tutto intorno ai difficili equilibri dei cinque gruppi dei “padroni delle tessere” locali l’esito dei congressi pescaresi (provinciale e Grande città) del Popolo della libertà.
Il pacchetto delle circa 10 mila adesioni al movimento berlusconiano, infatti, è quasi equamente diviso tra il consigliere regionale, e segretario provinciale in carica, Lorenzo Sospiri, il vice presidente della Giunta abruzzese, Alfredo Castiglione, il collega di esecutivo Carlo Masci, il presidente dell’assemblea dell’Emiciclo, Nazario Pagano (aiutato dal portavoce del gruppo regionale Riccardo Chiavaroli), e il duo formato dal presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, e da Federica Chiavaroli, anch’essa consigliere regionale del Pdl.
1.000 tessere, invece, dovrebbero essere arrivate dalle iscrizioni online, per cui vanno iscritte nella categoria dei “cani sciolti”.
Mentre il segretario della Grande città, il senatore Andrea Pastore, sarebbe pronto a lasciare, Sospiri, non è un mistero, punta alla riconferma alla guida del coordinamento, e per fare ciò sarebbe disponibile a lasciare l’incarico di capogruppo pidiellino al Comune di Pescara che, in base alle nuove norme emanate dal partito, lo rende incompatibile.
Nei mesi scorsi c’è stato un incontro riservato tra Castiglione, Pagano, Testa e Federica Chiavaroli, i quali, davanti a un caffè, hanno condiviso l’esigenza di dare un segno di discontinuità rispetto all’attuale gestione del partito.
Nel frattempo, però, alcune cose sono cambiate e sembra che Testa e la Chiavaroli stiano flirtando con Sospiri, il quale sta anche cercando di portare dalla sua parte Masci. Quest’ultimo non ha ancora definito la sua posizione, anche se la vicinanza al vice presidente dei senatori pidiellini, Gaetano Quagliariello, dovrebbe portarlo nella direzione che vorrà indicare il coordinatore regionale del partito, Filippo Piccone, fedelissimo e braccio operativo in Abruzzo del numero due degli azzurri a palazzo Madama.
Piccone, in occasione della stagione dei congressi, ha stretto un patto di ferro con il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che ha un ottimo rapporto con Castiglione dopo che gli è riuscita l’operazione di scipparlo dalle grinfie di Futuro e libertà, formazione nella quale ha trascorso una breve esperienza. All’epoca il governatore ha fatto delle promesse al suo vice, a partire dagli ampi spazi di manovra che il Pdl gli avrebbe garantito se fosse tornato all’ovile.
In questo quadro caotico, quindi, i picconiani dovrebbero fare squadra con Castiglione, avversario storico di Sospiri. Per la stessa analogia delle “alleanze triangolate” anche Masci dovrebbe fare la sua parte pure se resta da verificare quante delle 2 mila tessere consegnate a Roma controlli effettivamente visto che, secondo quanto si dice negli ambienti pescaresi, le fibrillazioni al Comune e alla Provincia di Pescara imposte da Rialzati Abruzzo, la compagine con la quale si è presentato alle regionali e che è presente in molte amministrazioni locali, siano il frutto di molte promesse fatte ai suoi uomini che adesso deve mantenere per tenerli a bada e arrivare in una posizione di forza al congresso, evitando emorragie in favore di altri big del partito.
Con un Masci sugli scudi, però, si creerebbe un problema di compatibilità con Pagano e Riccardo Chiavaroli, che non hanno molte simpatie per l’assessore regionale al Bilancio.
Sospiri, dal suo punto di vista, potrebbe sfruttare tale incastro di veti incrociati e, magari tramite alcune concessioni sul congresso cittadino e sul capogruppo comunale, portare in dote al suo referente politico, il capo dei senatori Maurizio Gasparri, la federazione provinciale di Pescara, rinnovando l’asse forte con quella di Chieti, dove è scontata l’elezione di un uomo di riferimento del vice coordinatore regionale del Pdl, il senatore Fabrizio Di Stefano, capo corrente abruzzese della gasparriana Destra protagonista.
L’opposizione interna tende a smontare questo meccanismo, e pur di scalzare Sospiri sarebbe disposta a concedere ai due Chiavaroli, Federica sul cittadino e Riccardo sul provinciale, i posti ambiti di leader pescaresi del partito. In questo modo, nel primo caso si toglierebbe un potenziale alleato a Sospiri, nel secondo si accontenterebbe sia Piccone, che estenderebbe il suo dominio su una provincia importante, sia Castiglione, e quindi il presidente Chiodi. (pi.bi.)






