L’AQUILA – Cambia la composizione della commissione nazionale Grandi rischi, l’organismo che, nella sua precedente composizione, è al centro di un’inchiesta all’Aquila per aver fornito false rassicurazioni alla popolazione.

Il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, ha firmato nei giorni scorsi, su proposta del capo dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, il decreto di nomina dei componenti della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi, la struttura di collegamento tra il sistema di protezione civile e la comunità scientifica.

Il decreto di nomina, attualmente in corso di registrazione presso la Corte dei Conti, individua in tutto 58 componenti, tra i quali il presidente, Luciano Maiani, e il vicepresidente della Commissione, Mauro Rosi, scelti tra indiscusse e riconosciute personalità di alto prestigio scientifico. 
 
Sia per la sua indiscussa conoscenza del sistema di Protezione Civile, sia per la riconosciuta autorevolezza istituzionale, è stato nominato, altresì, presidente emerito l’onorevole Giuseppe Zamberletti, fondatore della Protezione civile italiana.
 
Lo scorso ottobre, sempre con decreto presidenziale, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’ultimo dell’anno, si era provveduto alla riorganizzazione della “Grandi rischi”, articolandola in cinque settori inerenti le singole categorie di rischio che interessano il nostro Paese: sismico; vulcanico; meteo-idrologico, idraulico e di frana; chimico, nucleare, industriale e trasporti; ambientale e incendi boschivi.
 
Nella nuova configurazione ciascun settore di rischio è composto da rappresentanti dei Centri di competenza (realtà che forniscono al dipartimento informazioni, dati, elaborazioni e contributi tecnico-scientifici in specifici ambiti) e da altri esperti di comprovata esperienza (individuati anche a seguito di consultazioni con i presidenti dell’Accademia nazionale dei lincei e della Conferenza dei rettori delle università italiane), con il compito di fornire al dipartimento della Protezione civile pareri di carattere tecnico-scientifico su quesiti posti dal Capo Dipartimento.
 
I predetti, insieme ai referenti dei cinque settori di rischio, formeranno l’Ufficio di Presidenza della Commissione, che, di regola, si riunirà per singoli ambiti fatta eccezione per le questioni interdisciplinari o di particolare rilevanza.
 
A trent’anni dalla nascita del dipartimento della Protezione civile, e a venti dalla legge istitutiva del servizio nazionale della Protezione civile (legge 225 del 1992), è utile ricordare che già a partire dal 1982 accanto alla definizione di una struttura di coordinamento e di indirizzo, individuata appunto nel dipartimento, fu subito prevista una commissione tecnico-scientifica con il compito di fornire un parere autorevole sulle questioni scientifiche e orientare la ricerca alla prevenzione dei rischi, poi definita come organo centrale del sistema di protezione civile dalla legge 225. 
 
Già la precedente riorganizzazione, nel 2006, aveva voluto rendere la “Grandi rischi” più indipendente rispetto al dipartimento della Protezione civile, presieduta e composta da esperti qualificati nelle materie di interesse, nominati per un mandato di cinque anni.
 
La commissione Grandi rischi nella sua precedente composizione all’Aquila è sotto processo con l’accusa di aver causato la morte di 309 persone nel terremoto del 6 aprile 2009, rassicurando, con vari messaggi, dopo la riunione del 31 marzo, la popolazione e non dando il dovuto peso alle continue scosse che da mesi interessavano l’Aquilano.
 
Gli imputati sono Franco Barberi, ormai ex presidente vicario della commissione Grandi rischi, Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile, Enzo Boschi, all’epoca presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.a.s.e., Claudio Eva, ordinario di fisica all’Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile.
 
I capi di imputazione per tutti sono di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni personali colpose: la prossima udienza sarà tra pochi giorni mentre i parenti delle vittime chiedono da tempo che sia fatta giustizia.