PESCARA – Nell’ambito delle ricerche di Roberto Straccia, il 24enne di Moresco (Fermo) di cui si sono perse le tracce una settimana fa, i carabinieri del Reparto Operativo di Pescara faranno ricorso anche all’esame del Dna su uno scaldacollo che è stato trovato nei giorni scorsi sul lungomare Sud di Pescara e che potrebbe appartenere proprio al giovane.
Oggi i militari dell’Arma hanno eseguito un tampone salivare sul padre e sulla madre dello studente universitario per poi procedere alla comparazione del Dna con lo scaldacollo.
A detta degli amici di Roberto questo indumento apparterrebbe proprio a lui. Sarà il Ris ad occuparsi di questo accertamento e sarà seguita la corsia prioritaria.
Oggi, nel corso delle ricerche, è stato trovato un mazzo di chiavi (dai cani arrivati da Foggia che si sono mossi all’interno della pineta dannunziana) ma si esclude che appartenga a Roberto Straccia.
Domani le ricerche proseguiranno nell’area della pineta e toccheranno una zona inaccessibile e impervia della riserva, e proprio per questo è stato chiesto il coinvolgimento della Protezione civile. Dall’Arma il colonnello Giovanni Di Niso assicura che le ricerche proseguiranno e se necessario saranno ampliate per individuare Roberto Straccia.
Quanto alla testimonianza dell’uomo che lavora nel parco e che avrebbe visto il giovane vivo venerdi’, viene presa in considerazione nell’ambito delle indagini.






