SEUL – Il leader nordcoreano Kim Jong-il è morto.
Secondo l’agenzia Kcna, il “caro leader” è rimasto vittima di un attacco di cuore alle 8.30 sabato scorso, mentre viaggiava in treno. I funerali si terranno il 28 dicembre a Pyongyang e, a presiedere la cerimonia, ci sarà il figlio ed erede designato Kim Jong-un. La Corea del Sud (formalmente ancora in guerra con il Nord) ha decretato lo stato di massima allerta delle sue forze armate.
Kim Jong-un, terzogenito di 27 anni del defunto è stato designato alla successione e i mass media hanno inviato “tutti i membri del Partito dei lavoratori, i militari e la popolazione a seguire fedelmente l’autorità del compagno Kim Jong-un”.
“Pyongyang è una città paralizzata a causa dello choc seguita alla notizia della scomparsa di Kim Jong-il”, riferiscono numerose fonti nella capitale nordcoreana, secondo cui l’annuncio tv, “fatto oggi alle 12 locali” (le 4.00 in Italia), ha escluso l’invito di delegazioni straniere ai funerali.
Il presidente americano Barack Obama è stato informato della notizia e attualmente il governo Usa sta monitorando la situazione.
Lo ha reso noto la Casa Bianca. I funzionari americani sono in stretto contatto con gli alleati della Corea del Sud e del Giappone, “Noi rimaniamo impegnati alla stabilità della penisola coreana e alla libertà e sicurezza dei nostri alleati”, ha detto il portavoce Jay Carney in un comunicato.
Il presidente americano Barack Obama ha “riaffermato la forza dell’impegno degli Stati Uniti per assicurare la stabilità della penisola coreana e la sicurezza del nostro alleato, la Repubblica coreana del Sud”.



