L’AQUILA – “È una manovra iniqua e ingiusta, lo abbiamo detto più volte, che colpisce i soliti noti: i lavoratori dipendenti, i pensionati e i giovani precari:una manovra recessiva, che frena qualsiasi velleità di ripresa, riduce ulteriormente i consumi delle famiglie e aggrava una crisi industriale e del lavoro che già presenta un pesante segno meno”.

Queste le parole del segretario Cgil Abruzzo, Gianni Di Cesare, sulla manovra Monti.

“È una crisi tuttavia che in Abruzzo rischia di avere un effetto tutto particolare e drammatico – afferma il presidente – un rischio reale perché la recessione potrebbe abbattersi in una regione che già da alcuni anni vive una peculiare situazione di freno dell’economia e del lavoro, dovuta prima ai debiti della sanità e al conseguente blocco di qualsiasi politica di investimento da parte dell’ente Regione e dopo alla tragedia del terremoto, con gli inevitabili riflessi sull’economia del cratere e il rallentamento dell’intero Abruzzo”.

“Non sarebbe dunque la prima recessione, ma la terza – sostiene Di Cesare – quella che in pochi anni colpirebbe l’Abruzzo e gli abruzzesi in virtù delle scelte del governo Monti: davvero troppo per cittadini e imprese già spremuti e sui quali si abbatterebbe una nuova mazzata fiscale, l’ennesima tempesta dopo gli aumenti delle tasse operati in questi anni dal governo Berlusconi”.

“Per questo lunedì saremo in piazza insieme alla Cisl, alla Uil e all’Ugl, – aggiunge il segretario generale – davanti alle prefetture, negli incontri con i lavoratori e i cittadini, in Abruzzo a Roma e dovunque sarà necessario per modificare una manovra ingiusta che pagherebbero sempre gli stessi e che va cambiata per senso di giustizia ed equità ma anche per rilanciare l’economia e il lavoro, altrimenti i sacrifici non serviranno a nulla, neanche quelli che da alcuni anni stanno facendo gli abruzzesi”.