CHIETI – “La situazione finanziaria del Comune di Chieti è molto grave per precise responsabilità del sindaco, Umberto Di Primio, e di una parte della sua maggioranza. Non siamo in presenza di una querelle procedurale o di una posizione preconcetta delle opposizioni, ma di fatti politici e gestionali senza precedenti, improntati a palesi violazioni della legge e a scriteriate scelte di cui l’attuale amministrazione porta per intero la responsabilità”.

Lo afferma il senatore abruzzese e consigliere comunale teatino del Partito democratico Giovanni Legnini.

“La giunta di centrodestra nei mesi scorsi – ricorda Legnini – ha approvato un bilancio consuntivo registrando un fittizio avanzo di amministrazione di quasi 4 milioni di euro, con palese sovrastima di residui attivi ovvero di crediti che non sono esigibili, facendovi confluire circa 3,4 milioni del risarcimento post-terremoto destinato a ristrutturare la sede del Comune di piazza San Giustino”.

“Dopo che l’intero Consiglio comunale – prosegue – su proposta della maggioranza e con il voto favorevole anche delle opposizioni, si era autovincolato, seguendo una precisa indicazione dei revisori dei conti, a non spendere un avanzo che tale era solo sulla carta, ha deciso, sfidando e contrastando puntuali e inoppugnabili pareri contrari degli stessi revisori, di spendere ugualmente l’avanzo fittizio prima per coprire un vecchissimo debito verso la Provincia, risalente ai primi anni Novanta e agli anni precedenti, e poi per finanziare altre spese correnti”.

In sostanza, spiega Legnini, “Di Primio sta spendendo denaro pubblico che non poteva spendere, peraltro non facendosi in alcun modo carico di motivare la decisione contraria al parere dei revisori. Inoltre contrae nuovi debiti per circa 3 milioni per ristrutturare il municipio pur disponendo del denaro erogato dall’assicurazione a seguito di una procedura attivata dalla giunta-Ricci”.

“Sono evidenti i rischi di danni erariali – prosegue – anche per effetto di altre irregolarità contabili come l’utilizzo illegittimo di vecchi residui passivi sempre per pagare spese correnti, e chi ne è responsabile potrà essere chiamato a rispondere avanti alla Corte dei conti”.

“Così stando le cose – continua Legnini – appare evidente la grave responsabilità del sindaco e di chi lo sostiene innanzitutto nei confronti della città e dei cittadini”.

“Colpisce poi l’arroganza politica del sindaco – attacca l’esponente del Pd – che ha inteso richiamare con parole grossolane i consiglieri che non condividono tale dissennata gestione. I debiti della giunta Ricci non c’entrano un bel nulla per la semplice ragione che all’epoca i bilanci erano in regola, certificati, con avanzo strutturale ed anzi nei cinque anni del centrosinistra molti debiti del passato, a partire da quelli del teatro, trovarono copertura e furono pagati”.

“Il deterioramento di questa maggioranza è sotto gli occhi di tutti e le cause sono evidenti: l’inconcludenza amministrativa e la scriteriata gestione finanziaria. Auspichiamo che le forze più responsabili dell’eterogenea compagine amministrativa iniziano a prenderne atto, prima che sia troppo tardi”, conclude Legnini.