CHIETI – I posti letto non verranno toccati così come non saranno toccate le attività esistenti. Il manager della Asl di Chieti Francesco Zavattaro lo dice chiaramente ai membri del comitato ristretto dei sindaci che il suo atto aziendale “non cambierà di una virgola l’esistente”.
“L’atto aziendale – ha spiegato il manager – si occupa di definire l’assetto dell’azienda, gli incarichi professionali, il numero e l’organizzazione delle unità operative complesse, semplici e semplici dipartimentali: è qui che andremo a razionalizzare, a ridurre i posti da “primario”, come si chiamavano una volta, recuperando risorse importanti da reinvestire sulle opportunità di carriera dei nostri operatori. Gli ospedali, i distretti e le attività svolte non saranno affatto modificate”.
Le unità operative complesse vengono ridotte da 166 a 102, un taglio netto di 64 primariati destinati ad essere sforbiciati ancora di più entro il 2014 quando ne resteranno al massimo 81. Verrà inoltre tagliato anche un numero considerevole di unità operative semplici.
I risultati non saranno visibili da un giorno all’altro. Prima di tagliare un posto da primario si attenderà che il primario di turno vada tranquillamente in pensione e ci sono anche un centinaio di incarichi che scadono a fine mese.
La preoccupazione dei sindaci e che questa riorganizzazione del sistema sanitario locale a lungo andare farà sentire il proprio peso in termini di depotenziamento della sanità locale. La pensa così il sindaco di Vasto Luciano Lapenna, presidente del comitato ristretto dei sindaci, preoccupato anche per la riorganizzazione della rete distrettuale, a suo avviso non omogenea, e per “il ruolo stratosferico dato alla realtà di Chieti a discapito di quella frentana e vastese”.
Dello stesso avviso il primo cittadino di Casoli, Sergio De Luca, che ha anche sottolineato il doppio riferimento normativo da una parte al Piano operativo della Baraldi e dall’altra al Piano sanitario regionale che avrebbe permesso una certa ambiguità nelle decisioni, come nel caso della sancita chiusura dei piccoli ospedali di Casoli, Gissi e Guardiagrele che però ha lasciato aperto il nosocomio di Guardiagrele.
Per il sindaco di Fossacesia Fausto Stante, infine, “l’impianto dell’atto aziendale è condivisibile, anche se non credo si riesca ad ottenere gli obiettivi desiderati, visto che si vanno a toccare troppi centri di potere”.
Il comitato ristretto dei sindaci tornerà ad incontrare Zavattaro il prossimo 30 novembre. I sindaci si presenteranno con degli emendamenti ma quella sarà l’ultima riunione operativa in cui si potrà tentare di cambiare qualcosa. Il centinaio di incarichi in scadenza, infatti, fanno sì che il manager dovrà aver deciso entro il 30 quale tipo di figura dovranno andare a ricoprire dal primo dicembre.






