PESCARA – Tutti entusiasti di questo Pescara che ha vinto nettamente contro il Varese, ma ha sofferto un pochino troppo per una quarantina di minuti nel corso dei quali poteva subire il raddoppio.

I tifosi, e anche i dirigenti, in brodo di giuggiole per la classifica e per la sesta vittoria su sei gare in casa e dopo il filotto di cinque vittorie consecutive, lasciano sempre distaccato e freddo nelle sue riflessioni post partita il tecnico boemo che dice che “i miei ragazzi hanno sbagliato qualche passaggio di troppo e a smettere di verticalizzare il gioco e, soprattutto, di ridurre la velocità di esecuzione”.

Il Pescara, infatti, è di livello superiore quando impone i ritmi alti e la profondità nelle trame di gioco, ma se rallenta e comincia a cincischiare con i passaggi laterali perde la sua fisionomia migliore e diventa formazione alla portata dell’avversario.

Per fortuna i ragazzi, richiamati all’ordine dal mister, hanno ripreso a velocizzare il gioco nella parte finale della gara e con due lampi meravigliosi di Insigne sono riusciti a tornare al gol con Kone e Sansovini che tra poco festeggerà, a Pescara, i suoi 100 gol personali.

Tutto va, quindi, e il Pescara, se riuscirà a non farsi prendere dalla paura di vincere (quella che i tennisti chiamano il braccino e che nel calcio si riflette nella preoccupazione di tenere palla senza rischiare la profondità), arriverà a gennaio in giusta posizione e se la società, dopo aver fatto trenta, farà trentuno, acquistando due giocatori (un difensore e un centrocampista) per l’opportuno turn-over e per far “rifiatare” qualcuno in debito d’ossigeno, la serie A potrebbe non essere un sogno da tenere chiuso nell’intimo del cuore del tifoso, ma una realtà alla portata di un presidente, Giuseppe Adolfo De Cecco, animatore di un tifo societario che altri hanno paura di esternare.

Non toglieteci i sogni perché solo chi sa sognare è portato ai grandi risultati.

Minimizzare sempre e vincolarsi con i piedi per terra, significa rinunciare ai grandi slanci che sono portatori di successo e di soddisfazioni da raccontare.