TERAMO – “Sono certa che Salvatore non ha nulla a che fare con la morte della moglie”.
Parlava così L.P., la soldatessa amante del caporal maggiore Salvatore Parolisi accusato di aver ucciso la moglie Melania Rea, durante l’audizione davanti agli investigatori ascolani avvenuta lo scorso 5 maggio.
Le dichiarazioni della soldatessa, riportate dal quotidiano IlCentro, escono nello stesso giorno in cui Ludovica sarà ascoltata dai pm teramani Davide Rosati e Greta Aloisi.
Nei verbali L.P. racconta della sua relazione con Parolisi, nata a marzo 2009 e proseguita anche dopo la nascita della figlia. “Quando è nata la figlia io ho cercato di chiudere la relazione ma né io né lui ci siamo riusciti. Salvatore mi parlava sempre bene della moglie anche se gli dicevo che non era innamorato altrimenti non l’avrebbe tradita”.
L.P. racconta anche della telefonata che Melania le fece per chiederle di lasciare suo marito, dopo aver scoperto il tradimento. “Provai a spiegarle che tra noi non c’era che amicizia. Ma lei mi chiese se eravamo stati a letto insieme. Cosa che io negai. Melania mi minacciò di spaccarmi la faccia”
Sulle intenzioni di Parolisi di lasciare sua moglie, L.P. racconta che “Salvatore telefonò alla moglie dicendo che tra me e lui vi era stato qualcosa di più di una semplice amicizia. Dopo un litigio iniziale Melania si dimostrò disponibile a perdonarlo, ma mi diceva che al massimo entro un anno avrebbe trovato il modo di lasciarla per state definitivamente con me”.
La soldatessa racconta anche di aver sentito Salvatore per telefono il 19 aprile, il giorno dopo la scomparsa di Melania a Colle San Marco. “Il 19 alle 10.15 sono stata chiamata da Salvatore e mi raccontò che era stato a San Marco e quello che era accaduto. Mi disse che ipotizzava un allontanamento volontario di Melania perché nell’ultimo periodo avevano parlato della separazione”.
Dell’innocenza di Salvatore la soldatessa amante è convinta: “Sono certa che Salvatore non ha nulla a che fare con la morte della moglie”.






