L’AQUILA – Emergono le prime indiscrezioni sul sondaggio commissionato all’Ipsos dal Partito democratico per conoscere il gradimento degli aquilani sui candidati sindaco per le elezioni della prossima primavera.
I nomi consegnati all’istituto di rilevazione sono stati quelli del primo cittadino uscente, Massimo Cialente, del suo principale concorrente interno, il deputato del Pd Giovanni Lolli, il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis (Mpa), l’assessore provinciale del Pdl Guido Liris e il capogruppo di Fli al Comune, Enrico Verini.
I numeri parziali in possesso di AbruzzoWeb dicono che in testa si è piazzato Lolli, Cialente lo segue a un’incollatura, sotto di un solo punto percentuale, poi gli altri, nel seguente ordine: De Matteis, Liris e, buon ultimo, Verini.
I rilevatori di Nando Pagnoncelli hanno anche “incrociato” i nomi tra di loro, in un ipotetico scontro a due per la poltrona di sindaco: Lolli supererebbe De Matteis con un margine compreso tra il 5 e il 7 per cento, su Liris l’esponente democrat, invece, avrebbe una “forchetta” tra il 7 e poco meno del 10 per cento, mentre Verini perderebbe abbondantemente.
Per Verini e Liris, però, c’è da dire che il report dell’Ipsos sottolinea il fatto che hanno margini di crescita perché ancora poco conosciuti dagli intervistati.
Oltre che frammentari, i dati non tengono conto dell’effettivo panorama politico che si è venuto a creare all’Aquila: non compaiono, infatti, Vincenzo Vittorini, già in pista con la lista civica “L’Aquila che vogliamo”, i rappresentanti dei comitati, che certamente al primo turno correranno fuori dalla coalizione al governo della città, e alcuni malpancisti del centrosinistra, tra cui Angelo Mancini (Idv), sempre più propenso all’avventura solitaria.
Un’altra circostanza da tenere in conto è che le sorti delle elezioni amministrative risentono molto della qualità e della forza delle liste che sostengono i singoli candidati, infine c’è l’elemento indecisi che potrebbe incidere molto sull’esito finale delle urne.
Sarebbero, infatti, intorno al 40 per cento gli aquilani che alla domanda su chi vorrebbero alla guida del capoluogo per i prossimi cinque anni, avrebbero risposto con il classico “non so”. (red)
VERTICE DI COALIZIONE: API E UDC DISERTANO, IDV VUOLE CACCIARLI DALLA GIUNTA
Il vertice del centrosinistra aquilano, riunito nella sede del Pd per decidere i passaggi che dovrebbero portare allo svolgimento delle primarie per la scelta del candidato sindaco, ha registrato alcune defezioni particolarmente significative.
Giustificato il Pdci del presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, impegnato nel congresso provinciale che ha riconfermato nel ruolo di segretario comunista Angelo Ludovici, mentre Api e Udc, che a livello nazionale aderiscono al progetto del Terzo polo insieme a Fli, non hanno risposto all’appello e non ne hanno fornito le motivazioni.
La cosa ha fatto andare su tutte le furie il capogruppo comunale dell’Idv, Angelo Mancini, che ad AbruzzoWeb ha affermato che “l’incontro doveva servire a definire i confini della coalizione, se Udc e Api non fanno parte del nostro progetto è ora che qualcuno metta in discussione i posti che occupano in Giunta il vice sindaco, Giampaolo Arduini, e l’assessore all’Urbanistica Roberto Riga“.
L’esponente dipietrista non è tenero neanche con il Pd: “La stanno tirando per le lunghe per risolvere i loro problemi interni e sciogliere il nodo se portare Massimo Cialente o Giovanni Lolli, noi a questo gioco non ci stiamo più”.
“Se stasera la posizione del Pd sarà la solita, cioè fare le primarie a fine gennaio o a febbraio – ha annunciato Mancini – da domani mattina ci riteniamo svincolati e correremo da soli”. (pi.bi.)





