TERAMO – La salma di Melania Rea non sarà riesumata per eseguire un’altra autopsia.
Lo ha deciso il gip del tribunale di Teramo, Giovanni de Rensis, che ha respinto la richiesta di incidente probatorio avanzata dai legali di Salvatore Parolisi, il vedovo, indagato per la morte della moglie uccisa nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo).
I legali della difesa chiedevano che attraverso un altro esame autoptico si potesse stabilire con esattezza la data e l’ora della morte della donna: in particolare contestavano i risultati della consulenza del perito del pubblico ministero, il professor Adriano Tagliabracci, che aveva preso a riferimento il tempo di assimilazione della caffeina presente nello stomaco della vittima.
Secondo il gip il quantitativo di succo gastrico analizzato e le modalità di analisi del perito sono stati sufficienti per indicare gli elementi oggi in possesso della procura.
Secondo questi, la morte di Melania, uccisa con 35 coltellate nell’aprile scorso, risalirebbe a un periodo compreso tra le 13.30 e le 14.30 del 18 aprile, ora in cui Parolisi non è riuscito a dimostrare finora con certezza che si trovasse sul pianoro di Colle San Marco (Ascoli Piceno), dove diceva di essere assieme a moglie e figlia al momento della scomparsa della donna.
Già due settimane fa i sostituti procuratori della Repubblica di Teramo, Davide Rosati e Greta Aloisi, titolari dell’inchiesta, avevano detto “no” alla stessa richiesta formulata dalla difesa di Parolisi, l’ultima parola spettava, comunque, al gip.
OGGI: ”TROVATI ABITI NEL BOSCO DI RIPE”
Secondo quanto riporta il sito del settimanale Oggi i carabinieri avrebbero trovato un fagotto di abiti, che non si esclude siano militari, con alcune macchie, non lontano dal bosco delle Casermette, il luogo dove è stata uccisa Melania Rea il 18 aprile.
Secondo Oggi la scoperta è avvenuta durante una perlustrazione dei carabinieri.
I militi percorrevano uno dei sentieri all’interno del bosco che dall’abitato di Cornacchiano, frazione di Ripe di Civitella, permette in pochi minuti di arrivare al luogo del delitto.
Il ritrovamento è avvenuto circa a metà percorso, nei pressi di un rudere che sarebbe eventualmente servito per cambiarsi d’abito, togliersi di dosso abiti insanguinati e indossarne di puliti.
Oggi rivela le indiscrezioni che escono dalla Procura di Teramo e nel descrivere il sentiero seminascosto da sterpi e rovi, spiega che di questo sentiero “si sarebbe potuto servire l’assassino o un suo eventuale complice, per tornare al bosco delle Casermette e infierire sul cadavere di Melania con ferite a forma di svastica e di reticolo, allo scopo di depistare le indagini”.
Per questo i pm di Teramo Greta Aloisi e Davide Rosati hanno inviato il fagotto con gli abiti ai Ris, a cui è stato chiesto un responso sulla presenza di tracce genetiche o della vittima, o al suo presunto assassino, il marito Salvatore Parolisi, caporale nel centro addestramento reclute femminili di Ascoli Piceno, in carcere dal 19 luglio scorso.
IL RITROVAMENTO SMENTITO
Gli investigatori teramani del pool che indaga sul delitto di Carmela “Melania” Rea, hanno smentito il ritrovamento di abiti, ancorché militari, nei pressi del luogo dove è stata uccisa la donna, lo scorso 18 aprile.
Lo si apprende in ambienti del tribunale di Teramo.
Sia i pubblici ministeri che il comando del reparto dei carabinieri che svolge attività investigativa e che nei giorni scorsi avevano effettuato un sopralluogo nel boschetto di Ripe di Civitella (Teramo), per verificare l’esistenza di un percorso di fuga alternativo alla strada battuta, hanno escluso che capi di abbigliamento siano stati rinvenuti nella zona e che siano stati inviati ai Ris di Roma per le determinazioni genetiche sule tracce eventualmente presenti.
Il particolare era stato riferito dal sito Internet della rivista Oggi e rilanciato da altri quotidiani online.
L’unico ritrovamento di abiti, in un primo momento ‘sospetti’, in questa indagine, come ha anche ricordato la pubblica accusa, è quello relativo alla perquisizione dei luoghi nei giorni immediatamente successivi alla scoperta del cadavere.
Il successivo approfondito esame aveva escluso ogni collegamento con il delitto.
GLI AVVOCATI DI PAROLISI: ”SIAMO INDIGNATI”
Gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile in una nota all’Ansa “prendono atto della decisione del gip rispettandone come è dovuto le disposizioni”.
Inoltre i difensori di Salvatore Parolisi spiegano di essere “nuovamente sorpresi e indignati di come atti dell’inchiesta e notizie assolutamente infondate sono fatte circolare sui mass media con l’esclusivo scopo di presentare Salvatore all’opinione pubblica in maniera negativa con atti, tra l’altro, nemmeno utilizzabili giuridicamente”.
Chiaro il riferimento all’indiscrezione apparsa sul settimanale Oggi di ritrovamento di abiti sulla scena del delitto, poi smentita alla stessa agenzia Ansa da fonti della procura.
“Metodi, questi, inaccettabili – concludono i legali – che ricordano sapori di culture diversamente opposte di stampo antidemocratico”.
BISCOTTI: ”REITEREREMO RICHIESTA DI INCIDENTE PROBATORIO”
“Rispettiamo ogni decisione del giudice, andremo avanti comunque e reitereremo, in ogni momento in cui ciò sia possibile, la richiesta di incidente probatorio perché la riteniamo indispensabile ed essenziale per la difesa di Salvatore Parolisi. E, dunque, anche nel corso dell’udienza preliminare”.
L’avvocato del caporalmaggiore, Walter Biscotti, non si arrende di fronte al diniego del gip di Teramo Giovanni de Rensis alla richiesta di incidente probatorio avanzata dai legali dell’ex marito di Melania Rea accusato del delitto della donna.
Nel contempo, lo stesso legale di fiducia dell’uomo, manifesta il suo disappunto e smentisce le false notizie sul ritrovamento di un fagotto di panni insanguinati a poca distanza dal luogo del rinvenimento del corpo di Melania a Ripe di Civitella del Tronto (Teramo).
Respinge anche l’uso distorto che mediaticamente si sta facendo dei video che ritraggono Parolisi “con l’intento di preparare l’opinione pubblica ad un processo già fatto, demolendo l’immagine personale e psicologica di Salvatore”, dice ancora Biscotti che continua a esprimere fiducia nel lavoro della magistratura.
DOMANI GLI AVVOCATI INCONTRANO PAROLISI IN CARCERE
Gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, saranno domani a Teramo per incontrare in carcere Salvatore Parolisi.
Con lui faranno il punto della situazione, analizzeranno il diniego del gip di Teramo all’incidente probatorio ed affineranno le prossime strategie difensive da adottare per dimostrare l’estraneità del loro assistito all’assassinio di Melania Rea.
Sarà anche l’occasione per accertarsi del suo stato d’animo e di salute. Intanto, la detenzione di Salvatore Parolisi nel carcere di Castrogno a Teramo è appesa alla decisione della Cassazione a cui i legali del militare hanno fatto ricorso dopo il “no” del Riesame alla scarcerazione. La Suprema Corte non ha ancora fissato la data dell’udienza.






