L’AQUILA – Il divorzio tra l’Università degli studi dell’Aquila e l’ormai ex direttore amministrativo, Filippo Del Vecchio, è stato traumatico perché legato alla fine dei rapporti tra lo stesso ex dirigente e il rettore, Ferdinando di Orio.
La separazione, infatti, è sfociata in un contenzioso legale che sicuramente avrà conseguenze pesanti e strascichi polemici.
Del Vecchio ha presentato all’ateneo una maxi richiesta di risarcimento da 420 mila euro: tra gli aspetti della vertenza ci sarebbero ferie non godute e sabati passati al lavoro.
Per sette anni fedelissimo di di Orio, che lo ha scelto nel 2004 dal mondo del privato per incrementare la ricerca applicata d’ateneo, l’ormai ex dirigente è stato defenestrato a sorpresa proprio dal rettore a meno di un anno dalla scadenza del mandato, visto che le elezioni dovrebbero essere fissate ad aprile 2012.
La richiesta di risarcimento è molto sostanziosa: da quanto si è appreso, infatti, il compenso annuale di Del Vecchio era di circa 140 mila euro lordi annui.
Con l’avvio di questa vertenza c’è la conferma che, alla base della separazione, tutt’altro che consensuale, tra le altre motivazioni ci sia il caso dei maxi affitti delle sedi ricollocate delle facoltà dopo il terremoto del 6 aprile 2009, e in particolare di quello del capannone ex Optimes, che oggi ospita la facoltà di Ingegneria, quest’ultimo al vaglio della procura della Repubblica, che ha aperto un’inchiesta e sta indagando, e sotto la lente d’ingrandimento anche da parte della magistratura contabile.
Sulla vicenda del caro-affitti, infatti, sia prima del divorzio che ancor più in questi giorni si è scatenato un balletto di responsabilità, con Del Vecchio e di Orio che si accusano a vicenda di aver speso troppo.
In alcune riunioni del Consiglio d’amministrazione e del Senato accademico il rettore ha sottolineato gli errori di Del Vecchio, informando che non avrebbe rinnovato l’incarico.
Senza voler con questo difendere nessuno, la cosa che appare evidente è che Del Vecchio fino a oggi è stato emanazione diretta delle scelte di governance del rettore e che quindi ha attuato decisioni prese dal rettore stesso.
Tra gli ambienti dei vertici gestionali dell’ateneo aquilano c’è fibrillazione per questa vicenda, che viene considerata uno scandalo a tutti gli effetti al di là delle parti in causa, soprattutto considerando che, se Del Vecchio vincesse la causa, un esborso secco di 420 mila euro potrebbe mettere in ginocchio il bilancio già asfittico.
Un’altra grave questione subito sul tavolo del nuovo direttore amministrativo, l’aquilano Pietro Di Benedetto che, da dopodomani, entrerà ufficialmente in carica e che parte già sapendo di dover fare l’equilibrista tra i voleri del rettore e le istanze di un’opposizione che, con l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale, è sempre più attenta e pronta a denunciare le cose che non vanno. (b.s.)





