L’AQUILA – “Stiamo facendo politica di altissimo livello”.
È questa la convinzione di Gianfranco Cavaliere, che non sa di avere il telefono sotto controllo, il medico aquilano di 36 anni finito giovedì scorso agli arresti domiciliari insieme a Fabrizio Traversi, 62 anni, romano, dipendente della Presidenza del consiglio dei ministri, nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica dell’Aquila sul tentativo di truffa ai danni della pubblica amministrazione con l’obiettivo di distrarre parte dei 12 milioni di euro di fondi per il sociale, contenuti nel “decreto Abruzzo”, messi a disposizione per le popolazioni del “cratere” dal dipartimento delle Politiche per la famiglia, retto dal sottosegretario Carlo Giovanardi.
Nella stessa inchiesta denominata “Attenti a quei due”, coordinata dal procuratore capo, Alfredo Rossini, e affidata al pm Antonietta Picardi, sono indagati, come si legge nelle 150 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale Marco Billi, ricca di intercettazioni ambientali e telefoniche, anche il sindaco di San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila), Silvano Cappelli, 40 anni, il sociologo dell’Eurispes Nicola Ferrigni, 35 anni, di Morlupo (Roma), e l’ex assessore regionale e provinciale Mimmo Srour, 63 anni, dell’Aquila.
“La politica di altissimo livello” di cui parla Cavaliere si riferisce soprattutto alla scelta del nuovo sindaco dell’Aquila: “Chiunque noi appoggiamo vince, eh… cioè appoggiamo ‘sto segnale stradale e quello vince”. E l’appoggio, si dicono Traversi e Cavaliere in un’intercettazione ambientale, “c’ha un prezzo”.
Il primo cittadino “in pectore” è stato individuato dai due nella persona di Roberto Museo, estraneo alle indagini, direttore nazionale del Coordinamento dei centri di servizio per il volontariato, definito vicino all’assessore comunale alle Politiche sociali Stefania Pezzopane: “la Pezzopane si vuole presentare alla Camera e vuole presentare Roberto come sindaco”.
Il prezzo da pagare, invece, sono 200 mila euro, come spiega Traversi al suo sodale: “Tu devi fare un discorso con Roberto… devi dire che è il progetto nostro che dobbiamo fare. Punto”. Cavaliere replica: “quello dei 200 mila?” e la risposta laconica è un semplice “sì”.
“Cioè se lui pensa che tutto il lavoro che stiamo facendo lo usa per candidarsi lui…”, riflette Cavaliere, incalzato da Traversi: “A me va pure bene, bisogna vedere cosa ci dà in cambio… che fino ad adesso non abbiamo visto niente”. “In cambio lui che cosa vuole? – chiede il medico aquilano – Che cosa ha chiesto?” e il suo interlocutore: “La copertura di Santa Romana Chiesa”.
Sulla questione dei 200 mila Traversi non transige, e lo dice chiaramente ad Augusto Ippoliti, collaboratore della Curia arcviescovile dell’Aquila: “deve dirci con esattezza qual è il nostro… lui l’incontro con chi ha chiesto l’ha avuto, la benedizione gli è stata data, mo’ deve dimostrare che è un credente, sennò come è entrato esce… deve essere sopra i 200 perché sotto i 200 se ne va affanculo…”. (red)
CONFCOOPERATIVE L’AQUILA CHIEDE CHIAREZZA
Confcooperative L’Aquila, che aveva contribuito alla Fondazione Abruzzo Solidarietà e Sviluppo travolta dall’inchiesta sui fondi per il sociale, chiede chiarezza sull’intricata vicenda: “Confidiamo che al più presto tutti gli aspetti della vicenda vengano chiariti”.
Confcooperative ricorda che “si è impegnata in questi due anni a sostenere e sollecitare diverse iniziative finalizzate alla presentazione di progetti a favore dei giovani e delle famiglie aquilane, sebbene i relativi stanziamenti pubblici non siano di fatto poi mai intervenuti”.
“Fra le diverse iniziative – prosegue la nota – quella della Fondazione Abruzzo Solidarietà e Sviluppo, promossa dalla Curia e operante nella sede della stessa, era sembrata a Confcooperative degna di interesse e credibilità, anche in relazione al fatto che da sempre l’operare di Confcooperative è ispirato ai principi della Dottrina sociale della Chiesa”.
“A Confcooperative era stato richiesto – si legge nella nota – un contributo in tale iniziativa, attinente alla sua mission: promuovere cooperative tra i giovani che frequentavano la Fondazione”.
Nella nota si presisa che “a tali giovani, e ad altre persone in grandi difficoltà, Confcooperative ha quindi assicurato consulenza e assistenza confidando di rendere un servizio prezioso attraverso il sostegno alla costituzione di cooperative in grado di presentare progetti per partecipare a bandi pubblici al fine di agevolare l’accesso al lavoro”.
“Obiettivo – si conclude la nota – che per Confcooperative, al di fuori della Fondazione e delle vicende che la riguardano, permane in tutta la sua rilevanza nei confronti dei giovani e delle persone che insieme a noi avevano riposto fiducia e speranza nella proposta progettuale originaria della Fondazione e che nella cooperazione avevano trovato un sostegno e un modello di sviluppo”.
CONFARTIGIANATO ABRUZZO: “ORGOGLIOSI DEL NOSTRO PRESIDENTE”
“Confartigianato Abruzzo è orgogliosa di aver scelto un presidente leale e infaticabilmente attento e dedito ai bisogni degli artigiani come AngeloTaffo, una persona soprattutto non disposta a scendere a compromessi o a sottostare ad avvertimenti intimidatori di gente come Fabrizio Traversi”.
Lo ha detto Daniele Giangiulli, segretario regionale di Confartigianato Abruzzo, commentando le intercettazioni di Fabrizio Traversi diffuse dalla stampa dalle quali trapela la volontà di Traversi di “intimidire Angelo Taffo con continue, pesanti minacce e pressioni psicologiche di ogni tipo”.
“Dalle intercettazioni – sottolinea Giangiulli – emerge, invece, come Angelo Taffo sia totalmente estraneo ai progetti che la cricca aveva in mente e anzi, come il suo atteggiamento, sempre leale e nel pieno rispetto della legalità e della sua gente, era da ostacolo a tali progetti”.
“Siamo fiduciosi nell’azione della magistratura – conclude il segretario dell’associazione degli artigiani – e ci riserviamo azioni legali per tutelare il nome della Confartigianato in Abruzzo”.



