L’AQUILA – È stato presentato questa mattina all’Archivio di Stato dell’Aquila, il progetto Repaq “Restauro del Patrimonio Archivistico e librario dell’Aquila”, contestualmente è stato inaugurato il “Laboratorio della carta”, centro d’eccellenza per la restaurazione di volumi antichi danneggiati dal sisma.

Il progetto ha vinto il “Premio Feltrinelli 2010”, che viene indetto ogni tre anni dall’Accademia dei Lincei e, a poco meno di un anno dall’assegnazione dei contributi, 200 mila euro, già trovano un impiego concreto nel Laboratorio e nell’assegnazione di una borsa di studio di 10 mila euro per due anni a sei giovani che potranno frequentare un corso di alta formazione nell’ambito del restauro libraio.

Tullio Gregory, socio dell’Accademia dei Lincei ha elogiato il progetto Repaq “è la prima volta che il premio ‘Feltrinelli’, che è il Nobel italiano, va a un istituto statale, ma questo dimostra l’eccellenza del restauro in Italia e l’importanza di preservare il patrimonio cartaceo che è alla base della nostra identità”.

“A due anni dal sisma riflettere sul restauro archivistico e librario è importantissimo per una regione come l’Abruzzo che ha un grande patrimonio di questo tipo”, ha detto Fabrizio Magani, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo.

“La creazione di un Laboratorio di restauro – ha aggiunto Magani – ha un valore simbolico, poiché permette di parlare del patrimonio librario, ma anche concreto perché permetterà a dei giovani di specializzarsi e potersi inserire nel mondo del lavoro”.

“Noi abbiamo voluto, dal terremoto in poi, proporre solo iniziative concrete come questa del Laboratorio, che trova a Bazzano la sistemazione ideale, in quanto la frazione sta diventando in maniera spontanea la ‘Cittadella della cultura aquilana’: la prossima settimana aprirà anche la Biblioteca provinciale ‘S. Tommasi'”, ha commentato Luciano Scala, direttore generale per gli Archivi.

Armida Batori, direttore scientifico del progetto Repaq ha voluto elogiare la rapidità con cui i fondi concessi dall’Accademia dei Lincei si sono concretizzati nel Laboratorio “è stato un piccolo miracolo, permesso dalla collaborazioni di gruppo e dalla voglia concreta di tutti di rendere reale il progetto”.

Oltre al Laboratorio, dove a fine anno già cominceranno i corsi per i sei vincitori della borsa di studio, il cui avviso pubblico scade il prossimo 15 ottobre, l’obiettivo del progetto è anche riuscire a creare un corso di alta specializzazione nell’ambito del restauro librario.

Un corso che possa “formare personale capace di arginare i danni librari nelle situazioni d’emergenza, come quella del terremoto, e mettere in sicurezza il patrimonio cartaceo; che sia un modello per l’intervento sul territorio di squadre specializzate in caso di disastri come terremoti, incendi o alluvioni”, ha aggiunto Maria Cristina Misiti, direttore dell’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario che dovrà portare concretamente avanti il progetto.

“Mi auguro che le istituzioni coinvolte nel progetto possano garantirne l’esistenza futura, impegnandosi nel cercare fondi per mantenerlo”, ha voluto aggiungere Ferruccio Ferruzzi, direttore dell’Archivio di Stato dell’Aquila.

“I beni librari sono un po’ la ‘Cenerentola’ dei beni culturali. Abbiamo avuto 32 biblioteche crollate con il sisma, di cui il 60-70 per cento oggi sono riaperte e 2 milioni di volumi di cui occuparci, l’importanza del Laboratorio sarà anche quella di scegliere cosa restaurare, dare la precedenza ai volumi di maggior pregio, per una tutela mirata e meno dispersiva”, ha precisato Francesco Tentarelli, della Soprintendenza beni librari e bibliotecari della Regione Abruzzo.

Il Progetto Repaq dimostra che da una catastrofe come è stato il sisma, può nascere anche qualcosa di buono, di concreto per quella che è la nostra memoria storica e culturale, il patrimonio librario che va protetto e preservato.

“Dopo il sisma – ha concluso Tentarelli – sono stati trovati due preziosi codici miniati del ‘300 nell’archivio di Santa Maria Paganica, oggi restaurati, e che verranno presenti nel 2012 in una mostra sui codici miniati dell’Abruzzo che vedrà esposti 32 rarissimi esemplari. L’intento del progetto è anche preservare al meglio questo patrimonio di cui la nostra regione è ricchissima”.