CHIETI – “Tutto il centro-sinistra compatto ha sottoscritto l’ordine del giorno contro la prevista soppressione dei comuni sino a 1000 abitanti contenuta nella manovra finanziaria in discussione in Parlamento che andrà in discussione nel prossimo Congilio previsto per i primi di settembre”.
Così afferma il capgruppo del Pd alla provincia di Chieti, Camillo D’Amico, a commento dell’ordine del giorno avente per oggetto “Osservazioni alla manovra finanziaria in relazione alla soppressione dei piccoli comuni” sottoscritto da tutti i gruppi di centro-sinistra ove s’intende impegnare il presidente a rappresentare la forte contrarietà dell’assise ai presidenti di Camera e Senato, ai capigruppo parlamentari dei due rami del Parlamento e a tutti i deputati e senatori eletti in Abruzzo.
“Il punto di forza – aggiunge D’Amico – sta nel fatto che in tutte le Province abruzzesi abbiamo preso questa iniziativa che vuole rappresentare la stretta vicinanza con gli interessi vivi del territorio e la forte rivendicazione che da esso si eleva, soprattutto dalla aree interne, per essere maggiormente tutelato nella rappresentanza eletta direttamente dalle popolazioni residenti e rispettato per i tanti bisogni sociali, economici e infrastrutturali cui esso ha bisogno”.
“E’ assolutamente falso e tendenzioso – afferma il politico – continuare a far credere ai cittadini che l’elevata spesa per la politica sia riposta negli enti locali come comuni e province quando è palesemente noto che è altrove che risiedono privilegi e mancanza di assoluto raccordo tra gli eletti e il territorio”.
“Riteniamo sia giusto procedere a una complessiva riorganizzazione dei livelli istituzionali ridefinendo ruoli e competenze dei Comuni, Province e Regioni così come va contestualmente ridotto sensibilmente il numero dei parlamentari con una nuova legge elettorale che sia potere di scelta al popolo elettorale”, fa presente D’Amico.
“I sacrifici da fare – conclude il capoluogo del Pd – se necessari, devono essere chiari e definiti per tutti, possibilmente strutturali e non occasionali, proporzionati alla reale possibilità di spesa di ogni soggetto: non possono pagare sempre e solo i soliti noti, oppure punendo amministratori del territorio e delle loro comunità, spesso neanche retribuiti, verso la quale già si è chiesto tanto nel passato e che sono piuttosto a credito di riconoscenza e gratitudine”.





