L’AQUILA – L’anno scorso era stata la Perdonanza delle polemiche, quest’anno è stata la Perdonanza della serenità, nonostante i tanti problemi che gravano ancora sull’Aquila.

Dopo due edizioni nettamente segnate, e non poteva essere altrimenti, dall’emergenza-terremoto, il corteo della Bolla 2011 è stato il primo a far tornare un senso quasi di normalità.

Per un giorno, l’angoscia della ricostruzione è stata quasi messa da parte, anche se se n’è parlato, concentrandosi piuttosto sulla concordia e gli altri sentimenti positivi ispirati da Papa Celestino.

Tra le 15 e le 20 mila presenze al corteo, secondo la stima della questura (che era partita da 10 mila): un pubblico foltissimo a Collemaggio, più rarefatto nella zona della Villa comunale e molto nutrito in centro storico e a piazza Palazzo.

Il corteo si è diviso molto nettamente in due tronconi. Quello istituzionale, con Gianni Letta come “guest star” per il secondo anno di fila, tra i colori chiari dei gonfaloni e quelli scuri dei completi dei politici, lestissimo ad arrivare a Collemaggio a tempo di record, mezz’ora dopo la teorica partenza.

E quello storico, molto più variopinto e colorato, rimasto bloccato per interminabili minuti prima di cominciare a muoversi, che si chiudeva con il “piatto forte”, la Bolla del Perdono, portata dalla Dama, Francesca Spennati, guardata a vista dal Giovin Signor, Roberto Zetti.

A pochi passi da loro il sindaco, Massimo Cialente, l’unico (oltre alla Dama) a ricevere applausi da molta gente in questa Perdonanza. “Massimo, non mollare!”, gli ha gridato un giovane, il primo cittadino, che stringeva una bandiera neroverde tra le mani, ha ricambiato gli applausi rispondendo agli aquilani: “Siete bravi voi”.

Per il resto poche emozioni, lontano il ricordo delle contestazioni delle carriole dell’anno scorso, che avevano bersagliato Cialente e l’arcivescovo, monsignor Giuseppe Molinari (“vergogna”) e anche lo stesso Letta (“Vedi di andartene”, in dialetto), con numerosi momenti di tensione. Stavolta il sottosegretario non ha ricevuto critiche, ma nemmeno applausi.

Quest’anno le contestazioni sono state rappresentate nell’ordine da uno sparuto gruppo di esponenti dei comitati cittadini che alzavano cartelli con la scritta “Basta bugie”; da alcuni componenti dell’assemblea cittadina che hanno lanciato volantini con la scritta “Ricostruzione democratica e partecipata”; da un altro paio di insorti che hanno alzato uno striscione verso Letta: “Strumentalizzate il perdono, dimenticate il rifiuto”.

Insomma, poca roba, che conferma la sensazione allarmante dell’ultimo corteo per la proroga della restituzione delle tasse, cui parteciparono quattro gatti: la compattezza di idee, l’unione tra istanze e il disinteresse in nome di un’unica causa che avevano guidato la protesta cittadina per due anni si stanno lentamente sfaldando con l’allontanarsi delle emozioni violente del sisma e, forse, con i conti che un po’ tutti si stanno cominciando a fare in vista delle amministrative 2012.

“Concordia per ricostruire”, ha invocato Letta, che non ha voluto parlare di tasse, ma ha ricordato nuovamente lo “spirito dei primi mesi” invitando a non smarrire “il fine comune del risultato”. E il sottosegretario ha voluto “appoggiarsi” anche a Celestino: “Per ricostruire serve uno spirito che la Bolla descrive benissimo”.

Niente veleno, tanto zucchero, insomma. Questo è il miracolo di oggi di Celestino, sul quale, però grava il dubbio che la governance della ricostruzione a tutti i livelli difficilmente riuscirà a ricordarsi della Bolla e del suo messaggio anche nelle sfiancanti giornate di routine, una volta finiti i sorrisi di questi torridi giorni agostani di Perdonanza.

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Perdonanza Celestiniana, corteo della Bolla di Celestino V

LETTA:  “RITROVARE LA CONCORDIA PER LA RICOSTRUZIONE”

“La priorità della ricostruzione ora è avviare il lavoro concreto preparato con il lungo lavoro progettuale e burocratico”.

È quanto ha dichiarato ai cronisti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, intervenuto al corteo della Bolla della Perdonanza Celestiniana come rappresentante del governo.

“Ora si devono avviare i cantieri, io sono assolutamente fiducioso”, ha aggiunto Letta.

Su quale ricetta da seguire, “bisogna ritrovare lo spirito dei primi mesi, fu un miracolo, la nostra concordia di intenti stupì il mondo. Senza guardare alle cariche – ha ricordato – si lavorò per soccorrere prima e avviare la ricostruzione poi”.

“Sono poi riaffiorate le polemiche – ha aggiunto Letta – ma l’importante è non smarrire mai il fine comune del risultato. Tutto si può risolvere purché si trovi il modo di lavorare”.

Ultima domanda sul significato della Perdonanza. “Sia quello originale, di riconciliazione e perdono per lavorare insieme. Anche nei tempi moderni serve lo spirito per ricostruire che la bolla di Celestino descrive benissimo”, ha concluso.

IL TESTO DELL’OMELIA DEL CARDINALE COMASTRI

IL SALUTO DELL’ARCIVESCOVO MOLINARI AL CARDINALE COMASTRI

IL CORTEO STORICO

Circa 500 i figuranti del corteo storico della Bolla del Perdono di Papa Celestino V.

Tre i punti di partenza del corteo, in considerazione della particolarità del percorso.

La parte istituzionale alle 16 da piazza Duomo. Prima della partenza, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, in rappresentanza del Governo, passerà in rassegna il picchetto d’onore.

Ad attendere il sottosegretario Letta, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e il prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato.

In testa al Corteo Civile, il Gonfalone della Città dell’Aquila, scortato dagli Agenti di Polizia Municipale. Saranno presenti poi i gonfaloni e le rappresentanze dei Comuni della Provincia dell’Aquila, degli altri Comuni gemellati con la città, della Regione Abruzzo, dell’Amministrazione Provinciale dell’Aquila e degli Enti delle altre Province Abruzzesi, i Parlamentari, i Magistrati, i Dirigenti degli Uffici di Stato che hanno sede all’Aquila, gli Ordini Professionali, gli sportivi e gli Allievi della Scuola della Guardia di Finanza di Coppito. Seguiranno la Croce Rossa Italiana, il Volontari Abruzzesi Sangue L’Aquila Vas ed il gruppo Avis. Sfileranno anche i dirigenti dei principali uffici di Stato e privati che hanno sede all’Aquila. Presente anche il Movimento Celestiniano e i gruppi storici dei Comuni ospiti.

Dai “Quattro Cantoni”, percorrendo corso Vittorio Emanuele, si accoderà il Corteo storico, costituito dai Gruppi Storici aquilani, dal Gonfalone Storico della Città dell’Aquila, dagli Uomini d’Arme Città dell’Aquila e dai Quarti di San Pietro e di Santa Maria Paganica. A seguire, la Dama della Croce (Arianna Cocco), i Quarti di San Giorgio (Santa Giusta) di San Giovanni ( San Marciano), il Gruppo Assisi Bucinas Ensemble e il Capitano del popolo aquilano.

Da piazza Palazzo, di fronte a Palazzo Margherita, sede storica del Comune ancora inagibile e in cui, prima del sisma, era conservata la Bolla di Papa Celestino V, partirà l’ultimo segmento del corteo. Ci sarà la Dama della Bolla (Francesca Spennati), che porterà la copia dell’astuccio in cui per secoli, e fino al 1996, è stata conservata la Bolla del Perdono, il Giovin Signore (Roberto Zetti), che porterà il ramo d’ulivo che sarà utilizzato per l’apertura della Porta Santa,  il sindaco Massimo Cialente, accompagnato dal comandante del corpo di Polizia municipale. Seguiranno il presidente del Consiglio comunale, i consiglieri e gli assessori, i presidenti delle circoscrizioni e della Gran Sasso Acqua. Chiuderanno i componenti del comitato che ha organizzato la Perdonanza.