NEW DELHI – Lo sciopero della fame contro la corruzione di Anna Hazare è entrato oggi a New Delhi nel decimo giorno, mentre sono svanite le speranze di una rapida via d’uscita dalla crisi dopo i contatti tenuti ieri dal ‘team Anna’ con il governo e i partiti politici.

L’equipe medica che segue ora per ora l’evoluzione della protesta del cosiddetto ‘nuovo Gandhi’ ha realizzato anche stamani controlli, ribadendo la preoccupazione per le deteriorate condizioni di salute e la necessità del suo ricovero in ospedale.

Ma l’attivista gandhiano ha ripetuto ieri di essere in grado di digiunare senza problemi “per altri nove giorni”. Intanto i suoi più stretti collaboratori al termine della giornata di colloqui hanno mostrato scetticismo e dichiarato alla stampa che “siamo praticamente tornati al punto di partenza” e che “non abbiamo un vero interlocutore con cui trattare”.

Hazare chiede sostanzialmente che il governo ritiri il suo progetto di legge anti-corruzione e lo sostituisca con quello messo a punto dai movimenti sociali, approvandolo in Parlamento entro il 30 agosto.

Il mediatore designato dal premier Manmohan Singh, il ministro delle Finanze Pranab Mukherjee, ha confermato che “una soluzione non è vicina”, sostenendo che “la nostra posizione non è cambiata”, nel senso di un rispetto delle procedure istituzionali per l’approvazione delle leggi.