L’AQUILA – È il Mediterraneo, il Mare Nostrum, con i suoi suoni e colori, il protagonista del concerto in programma domani mercoledì 3 agosto al Chiostro di San Domenico all’Aquila alle 21 per il Festival Pietre che cantano.

“Onde sonore – Viaggio musicale nel Mediterraneo” è il titolo della serata, diretta dal versatile compositore e direttore Enrico Blatti che, alla guida dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese, con il grande clarinettista Gabriele Mirabassi, noto soprattutto per le sue improvvisazioni jazzistiche, ma dalla natura musicale davvero camaleontica, firma un originale e multietnico programma di sound mediterraneo, basato su sue partiture ed arrangiamenti originali.

Il Mediterraneo, dunque, lega i vari brani compresi nel concerto come un invisibile filo rosso attraverso il quale luoghi, radici, identità e appartenenze politiche e religiose differenti trovano la loro naturale ricongiunzione in un linguaggio unico fatto di suoni.

Dall’Italia – con le note di Gorizia, che canta tutta l’assurdità della Grande Guerra – alla Turchia – con l’orientale Uskudara Ghider Iken – a Israele – col tradizionale klezmer degli anni Trenta a Odessa – alla Spagna – con la celeberrima El vito, anch’essa legata alla guerra, quella civile, sotto il regime franchista – fino al Portogallo – qui rappresentato da Julia Fiorista, un tipico fado dei bassifondi di Lisbona, che racconta dell’inconquistabile bella di turno, Julia per l’appunto – la ricchezza di suoni e la magia dei ritmi del Mediterraneo diventano protagoniste in un affascinante e suggestivo viaggio musicale.

Accanto a questi brani tradizionali, trovano posto il melodico Tango pour Claude – composto da Richard Galliano nel 1993 per il cantante Claude Nougaro, suo maestro prima dell’incontro con Astor Piazzola – e i “jazzistici” Nosside e Mediterraneo, rispettivamente di Gabriele Mirabassi il primo e di Enrico Blatti il secondo.

Il viaggio musicale inizia però con le note di Eleni Karaindrou: è attualmente considerata come la più importante compositrice greca. La sua musica, che ha impreziosito le pellicole più celebri di Theo Angelopoulos,  è una musica semplice per molti aspetti, a volte addirittura disadorna per la sua linearità ritmico-armonica, ma carica di una forte suggestione emotiva che corre spesso sul filo di un lirismo esasperante.

Altri suoni e ritmi sono quelli che caratterizzano, invece, la ben più “rumorosa” musica slava di Goran Bregovic (nato a Sarajevo nel 1950), sempre in equilibrio tra musica moderna e musica etnica tradizionale. Il viaggio musicale nel Mediterraneo si chiude dunque con la sua Suite Balkanica, un impasto sonoro tra folklore slavo, polifonia sacra ortodossa, pop moderno e vocalità bulgara, con invasioni più o meno evidenti nel jazz: una vera, scatenata festa di suoni.