L’AQUILA – “Confermo quello che ho detto nell’intervista ad AbruzzoWeb, l’ho fatto con spirito costruttivo perché dovremo affrontare appuntamenti importanti e spero che si riescano a trovare le ragioni dell’unità”.
Così la senatrice Federica Chiavaroli, coordinatore regionale del Nuovo centro destra, commenta la ridda di polemiche che ha suscitato la sua intervista a questo giornale e dà una prima risposta al “collega” presidente regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, che aveva messo in dubbio in un’intervista radiofonica la veridicità dell’intervista ad AbruzzoWeb, preferendo addossare la colpa delle diatribe del centrodestra a un giornale che a suo dire scriverebbe “cose che non rispondono al vero”.
Invece la Chiavaroli, alla vigilia di una conferenza stampa di analisi del voto prevista per domani e che si annuncia scoppiettante, conferma appieno la sua versione dei fatti, in particolare le stilettate a Pagano e gli altri forzisti sulla ricandidatura, vittoriosa alla fine, del sindaco Di Chieti, Umberto Di Primio, che è stato sostenuto da Fi “solo perché Pagano non aveva alternative, e non per sua reale convinzione. In realtà Pagano, e anche Di Stefano, erano sicuri di perdere, e non ci hanno voluto mettere la faccia”.
Se Pagano ha preferito nascondere la testa sotto la sabbia, preferendo fare finta che l’intervista fosse fasulla, il deputato chietino forzista Fabrizio Di Stefano l’ha presa sul serio e ha risposto con acrimonia alla Chiavaroli.
Quest’ultima appare infastidita dagli strali ma mantiene l’aplomb, anche se non si fatica a capire quale sia il suo reale pensiero.
“Non mi va di alimentare polemiche – spiega lapidaria – Se mi dovessi mettere a dire che cosa penso del caso-Pescara (evocato da Di Stefano a suo sostegno, ndr) finiremmo per litigare ancora di più, mentre il mio intendimento è trovare le ragioni dell’unità”.
Ma allora l’alleanza, che sembra crollata dal primo giorno dopo la vittoria a Chieti, va considerata ancora in piedi? “Perché mai dovrebbe crollare? Ripeto, ho detto le cose nell’intervista in modo costruttivo”.
A specifica domanda la Chiavaroli getta un occhio pure dentro Forza Italia. Pagano, coordinatore regionale scelto da Roma mesi fa, è contestatissimo sia per i risultati sia per la mancanza di consenso da parte della base.
Il capogruppo in Regione, Lorenzo Sospiri, lo ha definito “un nominato, non legittimato da alcuno sul territorio abruzzese”, ma che è in sella solo “grazie alle frottole raccontate ai collaboratori di Berlusconi” e che “perderebbe il congresso e per questo non lo convoca”.
“Dentro Fi bisogna trovare dei meccanismi per rendere le leadership contendibili, competitive nel senso che si possa competere per conquistarle – commenta – Quelle calate dall’alto sono difficili da reggere sui territori”.
“È comunque un dibattito interno a loro – prosegue ancora – e mi auguro che venga risolto perché altrimenti le ragioni dell’unità sarà difficile trovarle: se non sono uniti tra loro figuriamoci nella coalizione”.
Anche in casa Ncd, comunque, non mancano le voci dissonanti: ancora ebbro di vittoria, lo stesso Di Primio si è un po’ smarcato dal partito, spiegando che non starà mai con il Partito democratico, come accade al governo nazioanle, e che sarebbe pronto a cambiare vessillo se si insisterà con questa alleanza.
“Ma sì che rientra il caso-Di Primio – afferma la Chiavaroli – Quella è stata un’espressione colorita che lui ha avuto e che è stata amplificata dai giornali. Siamo tutti d’accordo con lui, non siamo certo con Renzi in un governo di coalizione, è un governo di ricostruzione del Paese. Non andremo con il Pd”.
Questo va anche in risposta a un’altra contestazione di Di Stefano, quella di dialogare troppo con il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, dimenticando di essere all’opposizione.
“D’Alfonso è il rappresentante pro tempore della Regione Abruzzo, io sono una senatrice dell’Abruzzo, abbiamo gli interessi regionali in comune. Io le cose buone continuerò a farle, non è che non le faccio più solo perché c’è un presidente di centrosinistra”.
E questo è ben diverso dall’accettare deleghe di governo, come pare fossero state promesse all’unico consigliere Ncd, Giorgio D’Ignazio. “Che cosa c’entra? Ci mancherebbe!”, taglia corto la Chiavaroli.






