PESCARA – E adesso come faranno i nostri “bamboccioni pedatori” a vivere senza il cellulare attaccato alle orecchie?
Viste le loro dimensioni culturali i vari calciatori (fatte alcune debite eccezioni), passano il tempo in ritiro, quando non debbono correre e sudare, a giocare alla Play e a telefonare.
Ora è tutto off limits. Out. Game over.
Il tecnico Zdenek Zeman che, vi ricordo è allenatore, direttore tecnico e preparatore, ha dettato le sue regole: alimentazione a base di patate e verdure per scaricare le tossine di questo periodo.
Poi sana alimentazione senza dolci e correttivi vari. Dignità nel vestire: tutti in tuta societaria e senza quelle sgargianti “ mises” tanto care ai giovani calciatori.
Rapporti con amici e familiari solo in orari prefissati dal mister e nessun contatto con giornalisti al di fuori degli appuntamenti canonici.
Una vita quasi paramilitare, con paletti ben fissati per ognuno e ci sarà tanto da lavorare e da maledire…
Almeno a sentire chi con lui ha già lavorato: “Si soffre tanto ma poi si è veloci e rapidi sul campo”. Confessione di uno che ha voluto mantenere l’anonimato per non apparire da subito un “lecchino” del profeta Zeman.
Ho dovuto precisare il nome perché a Pescara se dici profeta dici Giovanni Galeone.
Ma Zeman ha voluto subito togliere ogni equivoco: ho cominciato prima di lui e non ho dovuto imparare niente da Galeone.
In cuor suo un piccolo problema lo sente: Sa bene che a Pescara far dimenticare Galeone e tentare di prendere il suo posto nella fantasia popolare sportiva è molto difficile ma lui tenterà di farlo.
Vorrà essere il mito biancazzurro di questa generazione di tifosi visto che “Molti giovani nemmeno sanno come faceva giocare la squadra Galeone…”.






