L’AQUILA – “Sicuramente molte di queste pratiche sospette risulteranno essere state redatte e presentate in buona fede. Vogliamo credere nell’onestà degli aquilani. Invitiamo comunque tutti i cittadini a fare segnalazioni, ben vengano gli esposti che possono aiutarci a svolgere meglio il nostro lavoro”.
A parlare è il responsabile maggiore degli agenti di polizia giudiziaria della municipale dell’Aquila, Patrizia Galassi, che ha coordinato le indagini sulle richieste di contributi post terremoto eseminando migliaia di domande.
Un’attività che ha portato alla segnalazione di circa 1.700 pratiche ‘sospette’, che presentano delle anomalie e che verranno adesso esaminate da un gruppo specifico. Il procuratore antimafia Fausto Cardella ha creato da tempo un nuovo team dedicato, coordinato dai pubblici ministeri Fabio Picuti e Simonetta Ceccarelli.
Anche l’attività investigativa si è intensificata, a seguito della creazione, da parte dell’ex comandante dei vigili urbani Ernesto Grippo, del nucleo di polizia edilizia, dedicato proprio agli abusi edilizi che si sono moltiplicati a seguito del sisma.
Come riferisce la Galassi, l’attenzione sulle pratiche nasce molto spesso da segnalazioni fatte dagli stessi cittadini.
“Per questo – spiega – chiediamo a tutti i cittadini di segnalarci situazioni poco chiare, che riguardino l’intero sistema della ricostruzione. Gli esposti ci aiutano a districarci in questo grande marasma di pratiche”.
Proprio su una segnalazione, conferma il maggiore, è nato il caso della presunta indebita percezione di contributo ai danni dello Stato da parte di un avvocato, Paola Bellisari, e del figlio Vittorio Cobianchi Bellisari, per un’abitazione di via Antica Arischia nel quartiere di Pettino.
Lo stesso avvocato ha precisato al Messaggero di non avere in mano “alcun atto firmato dalla procura” e che “ la vicenda pende ancora in sede di Tar e la somma che mi era stata inizialmente concessa è stata restituita totalmente, non c’è da parte nostra alcun intento truffaldino”.
Su questa vicenda sono state chiuse le indagini preliminari, ora le persone coinvolte potranno chiedere al magistrato di essere ascoltate.





