L’AQUILA – Mai più un tendone da circo in un’area di accoglienza per le emergenze, come avvenne alla vigilia del 6 aprile 2009. Con queste premesse, passerà al vaglio del Consiglio comunale dell’Aquila il prossimo 30 aprile, il nuovo piano di Protezione civile del capoluogo e delle frazioni.

Oltre 200 pagine di procedure, schede tecniche e cartografie per il piano di emergenza comunale che avrà un capitolo a parte dedicato esclusivamente al centro storico, con 8 aree di attesa e vie di fuga.

Non un’integrazione del precedente, finito nella bufera subito dopo il sisma del 6 aprile 2009 perché ritenuto inefficace, incompleto e sconosciuto ai cittadini, ma un piano completamente nuovo articolato in 8 sezioni di rischio: idrogeologico e idraulico, incendi boschivi, sismico, neve e ghiaccio, valanghe, industriale, eventi a rilevante impatto territoriale e la parte specifica dedicata al centro storico in continuo divenire, di pari passo all’avanzamento dei cantieri.

“Il lavoro della struttura è durato circa 8 mesi – spiega ad AbruzzoWeb il consigliere comunale Giuliano Di Nicola, delegato alla Protezione civile – Il piano è già passato in Giunta e al vaglio della commissione Territorio e ci auguriamo potrà essere approvato a fine mese”.

Non sarà tenuto nel cassetto come il precedente, assicura Di Nicola, “ma sarà un piano vivo, che si adatterà alle esigenze di volta in volta e sarà diffuso con un’ampia campagna di comunicazione tra i cittadini”.

Intanto il piano di emergenza dedicato al centro è stato testato per la prima volta giovedì con l’esercitazione A.s.ter.i.c.s. che ha portato nel cuore della città una task force di oltre 200 uomini della Protezione civile e delle forze dell’ordine, anche se in questo primo caso la comunicazione ai cittadini, che pure non sarebbero stati coinvolti in massa, ha toppato.

Le aree di attesa in caso di emergenza individuate in centro storico sono quelle di piazza Duomo, piazza Santa Maria di Farfa, piazza San Bernardino, lo spiazzo di fronte ai giardinetti in viale Duca degli Abruzzi, l’area di fronte alla chiesa di Cristo Re e quella in via dei Giardini, piazza battaglione Alpini e lo spiazzo in via Filomusi Guelfi nei pressi di villa Gioia.

Rispetto al vecchio piano, il nuovo “prevede un ricambio automatico dei responsabili di funzione, la dislocazione del Centro operativo comunale (Coc) non più alla Provincia, ma nella sede di Villa Gioia e l’assegnazione delle aree di raccolta alle associazioni di Protezione civile che tramite un bando che si è chiuso da poco potranno utilizzarle intanto come luoghi di socializzazione – prosegue Di Nicola – In caso di emergenza, ovviamente, saranno subito sgomberate”.

Sono 18 le cartografie di tutto il territorio in cui sono riportate “le aree a rischio incendio, alluvione, gli edifici strategici quelli scolastici e a rilevante impatto in caso di collasso come i centri commerciali – spiega a questo giornale Daniela Ronconi dell’ufficio di Protezione civile ed eventi di rilevanza territoriale – oltre alle organizzazioni di volontariato che insistono in quella data zona, le aree di attesa e quelle di ammassamento per i soccorsi”.

“Ringrazio il personale dell’ufficio che è stato davvero prezioso nella redazione del piano – conclude il dirigente del settore Protezione civile Eugenio Vendrame – Un lavoro lungo e complesso  per un piano dinamico che ha all’interno procedure operative già specificate e che non verrà diffuso tra tutta la cittadinanza”.