PESCARA – All’interno di un comunicato stampa redatto dal “Centro per i diritti del cittadino” di Pescara, si legge che “la risposta del commissario Pierluigi Caputi, peraltro mai recapitata alla scrivente Associazione, non fa che confermare quanto da noi denunciato”

“In ben quattro cartelle autocelebrative – si fa presente nel documento – l’ingegner Caputi non risponde a nessuno dei numerosi interrogativi posti da Codici all’attenzione del commissario straordinario, prima, e alla procura della Repubblica, poi; nè tantomeno a quanto da noi recentemente denunciato agli organi di informazione”.

“Silenzio omertoso su inefficienze amministrative (alla base dei licenziamenti presso l’Ato Pescarese), su doppi e tripli incarichi dirigenziali, su dirigenti e funzionari pagati per presiedere strutture inesistenti, su assunzioni di personale subalterno (Ato pescarese) e di figure apicali (Ato teramano e Aquilano) in palese violazione delle vigenti normative e degli statuti regionali degli Enti d’Ambito”, si legge ancora all’interno del comunicato stampa.

“Nessuna risposta – afferma l’associazione Codici – su consulenze esterne, mancanza di trasparenza, contratti di servizio inesistenti e stabilizzazioni irregolari: non solo ai professionisti ma anche all’uomo della strada, il commissario Caputi dovrebbe far sapere perché nonostante la presenza di un consulente legale (privo del titolo di avvocato) e il supporto gratuito dell’Avvocatura regionale (legittimata ad esprimersi in materia di contratti di lavoro di strutture afferenti alla Regione Abruzzo), non si è riusciti a scongiurare quell’aborto giuridico con il quale l’ex commissario Valeri (formalmente indagato) ha mutato lo status dei dipendenti dell’Ato Pescarese facendone, a tutti gli effetti, dei dipendenti pubblici senza concorso e senza i requisiti minimi di accesso (almeno per 11 dipendenti su 13) previsti dalla Costituzione italiana e dal Tuel”.

“Pertanto l’associazione – aggiunge la stessa – ha denunciato e continuerà a denunciare, anche al fine di individuare specifiche responsabilità personali, eventuali irregolarità ed anomalie nella gestione degli Ato regionali affinché né il velleitarismo gattopardesco né le più remissive politiche dello struzzo prevalgano su di una governance del servizio idrico trasparente e condivisa: è sincero auspicio della scrivente Associazione che i cittadini prima e la magistratura poi, riescano a far calare definitivamente il sipario sul teatrino da ultimi giorni dell’umanità messo su dal commissario Caputi e dai suoi numerosi e trasversali sponsores sulle macerie degli Ato regionali”.