L’AQUILA – “È il primo Gala dell’Aquila Calcio, ci è venuta questa idea e vogliamo che sia una cosa degna del brand di questa società, che dovrà diventare sempre più importante”.

Ha le idee chiare il vice presidente del sodalizio rossoblù, il costruttore Massimo Mancini, alla vigilia del primo appuntamento che il club terrà con i suoi soci e sponsor, questa sera alle 20 al Cinema Rex, in centro storico, parafrasando le convention dei club di serie A.

“Questo brand è uno dei pochi che ci sono in questa città, è da valorizzare, dandogli valore lo dà anche alla società – fa notare Mancini – A questo evento parteciperanno molti imprenditori, soci che vogliamo ringraziare e sponsor che rinnoveranno il loro impegno e ovviamente nuovi sponsor. Sarà una serata in cui raccoglieremo fondi che in questo momento servono”.

Una manifestazione che vuole crescere come la società del presidente Corrado Chiodi. “Vogliamo farla tutti gli anni e sempre in questo giorno, dopo le disgrazie del 6 tutti gli 8 aprile vogliamo ricordare una data positiva, una grande convention all’americana”, la speranza di Mancini.

Tra gli ospiti Gianfranco Butinar, noto per le sue imitazioni perfette come quella dell’allenatore Fabio Capello, “è legatissimo al mondo del calcio, ma farà anche delle battute sulle nevicate visto che solo ieri abbiamo rischiato”.

E ancora  l’esibizione della Gerardo Di Lella Big Band, “ogni sponsor avrà diritto a chiedere la sua canzone”.

“La squadra ha delle ambizioni che portiamo avanti con impegno. Il periodo delle nevicate ci ha guastato la festa altrimenti staremmo più avanti in classifica, ma con 5 partite ancora rimaste si può anche sognare i playoff per la serie B – assicura – Vogliamo far crescere la società, con lo stadio Acquasanta, un settore giovanile importante, crescerà tutta intorno a questo brand una società moderna, perché così non è sfruttata”.

La realizzazione di un centro sportivo non è un tabù, “ma dipende dal piano di investimenti, deve  essere qualcosa che cresce dal basso e non pompato dall’alto, altrimenti ci perdiamo dei pezzi e non funziona. Un passo alla volta, ma le nostre ambizioni sono queste. Il primo passo giusto è creare e sfruttare il brand”.

L’obiettivo di riportare il sodalizio in serie B dopo oltre ottant’anni dall’ultima partecipazione resta vivo. “È un traguardo, non siamo forse ancora maturi, abbiamo mostrato qualche immaturità – fa autocritica Mancini – Al Teramo è andato tutto bene, dobbiamo imparare a essere come la Juve, oppure essere fortunati”.

E l’ingresso in società dell’imprenditore Gaetano Vecchio? “Non voglio parlare di Vecchio, i proclami li farei dopo la firma – taglia corto in conclusione – Non è che non c’è la volontà, ma ci sono i consigli d’amministrazione delle aziende, le procedure, tutto può slittare. Prima i fatti poi si parla, chiamatemi pure scaramantico, ma la penso così”.