L’AQUILA – “Chi glielo spiega al curatore fallimentare che noi tra venti giorni non potremo più dare da mangiare ai nostri figli? Sta passando troppo tempo e questo è deleterio per tutti”.

Con i toni drammatici come quelli delle parole del lavoratore Damiano Falone si è svolto questa mattina un sit-in con assemblea in sala mensa da parte di una cinquantina di lavoratori del gruppo Edimo dell’Aquila, tutti molto preoccupati.

Il gruppo, che impiega 430 persone ed è specializzato nelle grandi realizzazioni industriali, infatti è andato in crisi dopo il fallimento della Edimo Spa avvenuto lo scorso 19 febbraio, con 115 lavoratori in bilico e la procedura di cassa integrazione avviata per le aziende Taddei Spa ed Em969 per altri 97 dipendenti, oltre ai ricorsi di concordato.

I lavoratori si sono riuniti senza rappresentanti del sindacato, in vista di un incontro fissato per oggi pomeriggio alle 17.30 presso il tavolo permanente istituito alla Regione Abruzzo, incontro alla presenza del curatore Luigi Labonia.

Un vertice che i dipendenti ritengono fondamentale per avere risposte sul loro futuro tanto che, in caso di mancata partecipazione del curatore, sono annunciate iniziative anche forti di protesta.

Prima dell’assemblea c’è stato un breve sit-in all’esterno dell’ingresso della sede del gruppo in località Varranoni, nel nucleo industriale di Poggio Picenze (L’Aquila), con una trentina di persone sotto la pioggia, poi il gruppo si è spostato in sala mensa e ci sono aggiunte altre persone.

“Il curatore deve darci risposte sulla strategia, concrete e immediate, senza perdere tempo, perché la situazione che si è creata è dannosa soprattutto per noi – ha spiegato Falone – Il nostro obiettivo è solo sollecitarlo a darci risposte domani speriamo di averne dopodiché ci dovremo inventare qualsiasi situazione di protesta. Domani dobbiamo essere in tanti perché questo dramma coinvolge non solo Edimo ma tantissime altre aziende”.

“Lavoro in questa azienda da 25 anni, per me è il futuro e speravo potesse essere un riferimento anche per i miei figli – conclude – Ho sempre creduto in questo gruppo e ora leggere di Edimo fallita non riesce a entrarci nel sangue”.

Più tardi si è aggiunta anche la sindacalista Uil Clara Ciuca, chiamata da alcuni lavoratori. Alberto Orsini