L’AQUILA- Le indagini della squadra Mobile dell’Aquila e della Procura della Repubblica danno per certo la matrice dolosa nell’incendio che ha devastato il capannone di Bazzano dell’Asm, la municipalizzata dei rifiuti del capoluogo, dopo aver trovato tre inneschi. In corso interrogatori di persone informate sui fatti. Al vaglio le immagini catturare dalle telecamere di sorveglianza.

A bruciare, all’interno del capannone, che è andato totalmente distrutto, sono stati 26 mezzi in dotazione all’azienda e un vasto quantitativo di materiali plastici. Un danno enorme, che ora compromette il servizio di raccolta rifiuti in città. Quantificato in 5 milioni di euro.

Ad andare distrutta anche linea di lavorazione della plastica, e solo pochi giorni fa la Regione aveva autorizzato a implementare a 16mila a 34mila tonnellate l’anno.

Ieri in una nota congiunta l’assessore regionale con ai Rifiuti, Nicola Campitelli, e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che hanno interessato sul tema anche il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, hanno annunciato un progetto di legge regionale per destinare risorse al Comune dell’Aquila necessarie all’acquisto di nuovi mezzi e macchinari in sostituzione di quelli distrutti.

Non è ancora il tempo delle risposte ma gli investigatori stanno cercando di capire se dietro questo grave fatto ci sia l’ombra della malavita organizzata.

Del resto la gestione dei rifiuti è da sempre un business che genera milioni e quindi ipotizzare l’interesse di qualche gang non è certo una sola ipotesi di scuola. Ora occorrerà verificare se i vertici di Asm siano stati mai bersaglio di minacce o  abbiano comunque avuto contatti, caso mai a loro insaputa,  con  gente equivoca.

Per fare luce sull’attentato la polizia sta vagliando immagini di telecamere di aziende vicine  al capannone preso di mira e ora sotto sequestro  ma occorre anche capire come mai non fossero in funzione quelle della stessa Asm come sembra scaturire dalle indagini.

Attesa intanto dei risultati delle analisi della qualità del terreno e dell’aria che verranno effettuate dai tecnici dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale all’esito delle quali potranno essere adottati ulteriori provvedimenti da parte del Comune. I risultati arriveranno venerdì.

Dopo il picco rilevato nella mattinata di ieri, a poche ore dall’incendio, i valori del benzene registrati dalla postazione fissa dell’Arta situata nella frazione di San Gregorio sono comunque rientrati nella norma e nei parametri previsti dalle normative vigenti, anche grazie agli eventi metereologici, come la pioggia e il vento, che hanno interessato il territorio.

Il Comune ieri ha intanto, in via precauzionale, pubblicato una ordinanza del sindaco in cui si raccomanda ai cittadini “in particolare gli abitanti della zona est della città” di attuare le seguenti misure precauzioni: “tenere chiuse le finestre e non arieggiare i locali delle abitazioni”,  “disattivare, ove possibile gli impianti di condizionamento dell’aria”. Inoltre: “le persone anziane o fragili sono invitate a non uscire di casa se non per casi di stretta necessità” e si chiede di “evitare di consumare ortaggi e frutta raccolti nelle vicinanze”. Infine si prescrive “di evitare di avvicinarsi all’area interessata dall’incendio se non per motivi strettamente necessari”.