L’AQUILA – Ha debuttato oggi il Quantitative easing, la manovra della Banca centrale europea che fino al settembre 2016 inietterà liquidità sui mercati dell’Eurozona al ritmo di 60 miliardi di euro al mese con l’obiettivo di rilanciare l’Europa grazie al calo dei tassi e la ripresa dell’export.
Il piano di Mario Draghi, presidente della Bce, è questo: comprare titoli di alta qualità di cui sono pieni i bilanci delle banche commerciali, creando di conseguenza nuova moneta da immettere nel sistema.
L’obiettivo principale è di far tornare l’inflazione, oggi a livelli molto bassi, vicina al 2 per cento, garantendo la riduzione del costo del debito dei Paesi dell’Eurozona e immettendo liquidità sui mercati per favorire la ripresa degli investimenti.
“L’effetto annuncio ha già determinato una sorta di svalutazione dell’euro nei confronti del dollaro e questo aiuterà le nostre imprese esportatrici”, spiega Pino Mauro, ordinario di Politica economica all’Università “D’Annunzio”, che guarda con positività alla manovra che “se non altro intacca l’austerità che si era determinata”.
Il punto principale del Qe è favorire gli investimenti sia per le famiglie, attraverso il ricorso ai mutui, sia delle aziende, che possono riprendere slancio verso gli investimenti.
Una vera e propria manna dal cielo, nel momento in cui se ne vedranno gli effetti, anche per le imprese abruzzesi in forte sofferenza.
In base alle ultime analisi di Cna regionale sull’andamento del credito dei primi nove mesi del 2014, l’Abruzzo ha conquistato la maglia nera con un bilancio di 781 milioni e un aumento percentuale del 23,52%, a fronte del 14,08 della media nazionale.
“Le imprese abruzzesi hanno bisogno di agganciarsi a questa ripresa e possono farlo solo attraverso gli investimenti – spiega Mauro – La nostra regione ha una caratteristica che si è definita nel corso degli anni: abbiamo poche imprese che stanno su mercati internazionali (Sevel, Pilkington, Honda) che esportano molto. Le nostre imprese di dimensioni più ridotte non entrano però nei mercati esteri, ma sono legate a una domanda interna, quindi a consumi e investimenti”.
Uno spiraglio di luce c’è: “abbiamo un piccolissimo segnale che riguarda l’occupazione; nell’ultimo periodo si registra un certo dinamismo, anche grazie al progetto Garanzia giovani. Se il Quantitative easing avrà funzionato lo sapremo solo quando usciranno i dati del primo trimestre del 2015: allora vedremo se l’occupazione avrà subito un’inversione di tendenza”.
“C’è poi un altro aspetto importante che riguarda la questione dello spread – aggiunge – sceso sotto i 100 punti base. Questo fatto libera risorse a favore dello Stato perché comporta minori rendimenti sui titoli del debito pubblico”.
Gli effetti sulle imprese locali sono ciò che si attende con più ansia nella nostra regione.
Lo sottolinea Gennaro Marrone, direttore di Cooperfidi della provincia dell’Aquila, che si rivolge alle micro, piccole e medie imprese regolarmente iscritte alla Camera di Commercio e diffuse su tutto il territorio regionale.
Ben 1.600 gli associati di questo organismo, di cui circa il 4% “in sofferenza”, ovvero impossibilitati a far fronte al debito contratto con la banca per il finanziamento ottenuto.
“La situazione si è aggravata a fine 2014 e inizio 2015 – spiega – Le banche, sotto la scure dell’accordo di Basilea 3, dopo due mensilità non pagate fanno la segnalazione alla Banca d’Italia e a quel punto si innesca il corto circuito per cui le imprese vengono escluse da qualsiasi altra forma di finanziamento”.
Il Qe “è sicuramente positivo per stabilizzare o diminuire i tassi di interesse per l’accesso al credito”, sottolinea.
“In questo momento siamo molto preoccupati per quanto accade nell’indotto edile: tutte le imprese che operano nel settore della ricostruzione stanno avendo problemi nel ritardo dei pagamenti per il sistema dei subappalti che allunga i tempi”, conclude Marrone.





