PESCARA – La Giunta regionale abruzzese, riunita oggi pomeriggio a Pescara, ha stimato in 80 milioni di euro i danni provocati negli ultimi giorni dal maltempo, formalizzando al Governo la richiesta di “dichiarazione dello stato di emergenza per le aree del territorio della Regione Abruzzo colpite dagli eventi del 4, 5 e 6 marzo”. E mentre solo il comune di Chieti ha stimato danni per 2 milioni di euro, l’emergenza è ancora in corso e sono oltre 500 le richieste di aiuto giunte alla Centrale operativa regionale del Corpo Forestale dello Stato. Allerta in particolare per il rischio valanghe.

REGIONE ABRUZZO: ‘’DANNI PER 80 MILIONI DI EURO”

Nella delibera con la quale la Giunta regionale, riunita su proposta dell’assessore alla Protezione civile Mario Mazzocca, ha formalizzato la richiesta di stato di emergenza si precisa che, “considerato che sono stati registrati danni rilevantissimi e permanenti, per una prima stima approssimativa, allo stato attuale, di non meno di 80 milioni di euro”, l’esecutivo D’Alfonso dichiara la sussistenza delle condizioni previste dall’art. 2 lett. C delle legge 225/1992 “in quanto la regione si trova senza dubbio di fronte ad un evento che richiede poteri e mezzi straordinari”.

Si fa presente che il provvedimento sarà “corredato da puntuale e circostanziato rapporto contenente il dettaglio degli eventi accaduti con stima dei danni pubblici e privati, corredato da dettagliato report fotografico ed adeguata rappresentazione cartografica, con puntuale localizzazione delle maggiori criticità” e si dà mandato alla Struttura di Protezione civile regionale di effettuare “gli adempimenti di cui alla deliberazione di giunta n. 4 dell’8 gennaio 2015 (Definizione delle procedure finalizzate alla richiesta della dichiarazione dello Stato di emergenza)”.

Intanto il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, rende noto che il Comune di Chieti ha inviato alla Regione Abruzzo un primo elenco di interventi da finanziare, relativo alla stima dei danni causati dalle avverse condizioni meteorologiche.

Nello specifico, gli uffici tecnici comunali hanno stimato in oltre due milioni di euro l’importo dei danneggiamenti al patrimonio immobiliare e al sistema viario.

Entro lunedì 9 marzo gli uffici comunali invieranno alla Regione un elenco più completo, corredato da una relazione tecnica, affinché nell’ambito della dichiarazione di stato d’emergenza comunicata dalla Giunta regionale possano essere contemplati i risarcimenti spettanti alla città di Chieti per i danni subiti a causa del maltempo.

L’EMERGENZA NON E’ FINITA: 500  RICHIESTE DI INTERVENTO ALLA FORESTALE
 
Sono tutti all’opera i Forestali in forza in Abruzzo per prestare soccorso alla popolazione abruzzese in difficoltà. Sono oltre 500 le richieste di aiuto giunte alla Centrale operativa regionale del Corpo Forestale dello Stato, da parte di cittadini: automobilisti bloccati dalla neve o da alberi caduti, sopralluogo per le valanghe che hanno interessato le arterie stradali, controlli di polizia idraulica per verificare il livello d’innalzamento dei fiumi, presidio di alcuni caselli autostradale, visto il blocco della circolazione, sulle autostrade A24 e A25.
 
Molte le richieste d’aiuto da parte di allevatori per raggiungere il proprio patrimonio zootecnico bloccato in stalle non raggiungibili, a causa della impraticabilità della viabilità ordinaria per via dell’abbondante nevicata, o perché bloccati in montagna.

Questo un primo e sommario riepilogo dell’attività della Forestale in Abruzzo per fronteggiare l’emergenza maltempo che sta interessato la Regione verde d’Europa.

A causa del maltempo, si registra un rischio valanghe “forte 4” su Gran Sasso e Majella. Nel resto del settore il rischio è generalmente “marcato 3”.

Il pericolo è rappresentato dalle nuove nevicate, con manto nevoso caratterizzato da debole coesione, associate a vento. L’alternanza di brutto tempo e sole concorre ulteriormente a rendere instabili i pendii nevosi e fa aumentare il pericolo anche di valanghe spontanee alle alte quote e sui pendii critici (pendenza superiore ai 27 gradi).