L’AQUILA – Il Pubblico ministero Fabio Picuti, titolare della maxi-inchiesta sui crolli degli edifici pubblici e privati per il terremoto del 6 aprile 2009, ha indagato con l’accusa di omicidio colposo tre persone per il collasso di una palazzina che si trovava in via Persichetti, non molto distante dalla Casa dello studente.
Nel crollo dell’edificio sono morte due persone.
Gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari sono stati notificati a Francesco Zaccagno, 61 anni, Maria Lidia Zaccagno, 58, entrambi dell’Aquila, e infine a Maria Cristina Vicentini, 71 anni, residente a Roma.
Per tutti il reato è quello di omicidio colposo.
Le condotte omissive e commissive contestate ai tre, rispettivamente geometra progettista e direttore dei lavori il primo, amministratore unico della ditta esecutrice dei lavori il secondo e comproprietaria del fabbricato la terza, riguardano sostanzialmente l’utilizzo di materiale scadente, la realizzazione di strutture portanti in assenza delle prescritte prove sui materiali, il mancato svolgimento dei calcoli delle strutture di copertura del fabbricato e l’affidamento dei lavori a Francesco Zaccagno, non abilitato all’esercizio dell’incarico stesso.
Ai tre (un quarto indagato è deceduto) il pm Picuti, supportato dalle indagini portate avanti dalla sezione di polizia giudiziaria dei Vigili del fuoco, degli agenti della squadra Mobile e del nucleo della Forestale distaccata negli uffici della Procura, ha contestato la morte di Armelio Zaccagno e Ermida Vicentini Monti, finiti sotto le macerie.



