PESCARA – Nei prossimi giorni sarà attivato al reparto di neonatologia dell’ospedale civile di Pescara lo screening neonatale del riflesso rosso del fondo oculare, che consente la diagnosi di forme patologiche a rischio della vista.
Il progetto è stato promosso e sostenuto economicamente dall’Adricesta che metterà a disposizione due medici del centro di Ipovisione e Riabilitazione visiva istituito dall’associazione un anno fa presso l’unità operativa di oculistica del nosocomio pescarese diretta da Michele Marullo.
Le visite ai neonati saranno effettuate con la collaborazione dell’unità di neonatologia, diretta da Carmine D’Incecco, che segue 2800 neonati ogni anno, vale a dire un quarto degli 11mila neonati abruzzesi.
Il controllo dovrà essere eseguito entro quarantott’ore dalla nascita mediante l’esame esterno del bulbo e del fondo oculare in condizioni di dilatazione pupillare.
Il risultato della visita, insieme alla raccolta di dati anamnestici mirati, verrà riportato su apposite cartelline che verranno consegnate ai genitori insieme ai consigli per le visite successive e ad eventuali altri consigli pratici.
Le forme patologiche o sospette saranno immediatamente portate all’attenzione del servizio di oftalmologia pedriatica dell’unità operativa di oculistica diretta da Modesto Lanci.
Presentando il progetto alla stampa la presidente dell’Adricesta Carla Panzino ha fatto notare che questo screening “viene effettuato solo in altri tre ospedali italiani che si trovano in Toscana, Umbria e Veneto”.
Il responsabile di neonatologia D’Incecco ha sottolineato che si lavora con un team multidisciplinare e ha evidenziato l’importanza del ruolo delle associazioni.
Da parte sua il manager della Asl Claudio D’Amario ha sottolineato l’importanza del progetto sostenendo che le patologie congenite prima si scoprono e prima si curano.
D’Amario ha anche aggiunto che l’iniziativa va nella direzione di dare spazio non solo alla medicina di alta complessità ma anche ad una serie di progetti dedicati alla riabilitazione e all’alta prevenzione.
Il neo direttore del dipartimento materno-infantile, Pierluigi Lelli Chiesa, ha detto che l’obiettivo è quello di “creare un polo pedriatico che segue il bambino dalla nascita all’adolescenza”.




