L’AQUILA – “Io ti voto, io ti pago! Tu adesso fai quello che io ti dico!”.
Nuovo attacco alla classe politica dirigente e ancora una volta, come spesso accade ultimamente, il veicolo prescelto per esprimere il “grido” sono i manifesti attaccati su diversi muri della città.
Gli stessi muri che hanno urlato “Sindaco svegliati, la Giuliani ci sta massacrando”, oppure “Berluscò non te fa revedè” alla vigilia dell’anniversario del terremoto.
Questa volta l’attacco è diretto agli amministratori e ai politici locali, sempre più spesso criticati per la gestione della fase di ricostruzione post terremoto.
In quel “Tu adesso fai quello che ti dico io” si può leggere la rabbia di chi vorrebbe essere parte attiva dei processi decisionali nella ricostruzione e spesso se ne sente escluso.
Anche in questo caso, come nella maggior parte dei manifesti precedenti, i colori utilizzati per realizzare le scritte sono il nero e il verde, i colori della città.
In rosso viene solo evidenziata la parola “Io”, forse un modo per affermare “io ci sono, statemi a sentire”.
La mano che sta dietro questi striscioni è anonima, ma ha lasciato come “firma” una piccola immagine di una locomotiva.
I manifesti sono comparsi in diversi punti della città, tra cui il palazzo nei pressi dell’incrocio tra la S.S. 17 est e la S.S. 5 bis.





