L’AQUILA – Il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, ha ricevuto oggi pomeriggio a Montecitorio una delegazione di cittadini aquilani che gli hanno consegnato ed illustrato i contenuti di una proposta di legge di iniziativa popolare sui temi della ricostruzione e dello sviluppo economico-sociale dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.
Le 50 mila firme della proposta di legge d’iniziativa popolare sulla ricostruzione dell’Aquila e la prevenzione dei disastri ambientali in tutta Italia sono state portate in Parlamento dal comitato promotore a Fini, al quale sono stati consegnati simbolicamente alcuni moduli.
“Il presidente Fini – ha detto Francesca Fabiani, del comitato promotore – si è impegnato formalmente a far sì che la legge possa essere regolarmente messa in calendario e discussa in parlamento”.
Nell’incontro con il presidente della Camera, durato più di un’ora, il comitato ha spiegato la legge e l’iter seguito.
“Il presidente ha capito benissimo l’importanza e l’unicità di questa legge – ha continuato Fabiani -. Abbiamo seguito un doppio iter: oltre a scrivere la legge e a raccogliere le firme, contemporaneamente abbiamo trovato 220 parlamentari che hanno presentato la legge in commissione Ambiente alla Camera e questo ci ha permesso di avere una doppia forza e un’unicità”.
Le firme sono state consegnate in undici scatoloni.
“Abbiamo inoltre invitato Fini a venire all’Aquila – ha concluso la Fabiani – e il presidente si è detto molto vicino alla nostra città e ha detto che con la legge si dovranno dare certezze per il futuro dell’Aquila”.
LE DICHIARAZIONI DEL COMITATO
L’AQUILA – Basta ordinanze “che spesso si contraddicono l’una con l’altra” e gestioni commissariali: i cittadini dell’Aquila chiedono una legge organica per la ricostruzione della loro città “così come è avvenuto anche per gli altri terremoti”.
E, per non perdere tempo, hanno avviato, su base volontaria, una raccolta di firme per la presentazione di questa proposta di legge di iniziativa popolare che è stata presentata alla Camera da 240 parlamentari e che oggi è stata al centro di un incontro con il presidente della Camera, Gianfranco Fini.
“Abbiamo iniziato il percorso di scrittura di questa legge un anno fa – ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa, Francesca Fabiani, del Comitato promotore della legge – e lo abbiamo fatto per necessità perché altrimenti l’Aquila muore. Lo stato purtroppo è assente, non ci sono soldi, non si ricostruisce, non c’è sostegno all’economia. Sono state fatte una settantina di ordinanze ma una blocca l’altra”.
Per Tonino De Paolis, anche lui membro del comitato promotore, “le gestioni commissariali vanno bene per i primi 6-8 mesi, dopo serve una legge. Ora non vediamo futuro per i nostri giovani, l’economia è ferma. Il terremoto non è né di destra né di sinistra: è un dramma per tutti”.
Il provvedimento prevede, tra le altre cose, l’istituzione di un contributo di solidarietà pari al 2 per cento del reddito imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche eccedente 100 mila euro che, secondo i calcoli del comitato promotore, porterebbe per le casse dello Stato 22-23 miliardi da spendere per la ricostruzione.
“Se non riparte l’Aquila non riparte l’Abruzzo”, ha commentato il parlamentare dell’Ivd Augusto di Stanislao, tra i firmatari della proposta di legge.
Per Giovanni Lolli (Pd), “all’Aquila non c’è un quadro normativo certo e le leggi per l’emergenza sono inefficaci. Il presidente Fini si è impegnato affinché questa legge faccia il suo iter e arrivi in aula: insomma, non si perderà come avviene per tante altre”.
Nei primi seri articoli la gestione viene ricondotta a sindaci, presidenti di provincia e di regione, coordinati nel comitato di gestione istituzionale.
Altri articoli stabiliscono i criteri generali degli interventi di ricostruzione, la programmazione di altri interventi che si rendano necessari, le previsioni normative, la copertura finanziaria.
RADICALI: ”FIRME RAPPRESENTANO MESSA IN MORA DEL GOVERNO”
L’AQUILA – “Le decine di migliaia di firme raccolte e consegnate oggi al presidente Fini, rappresentano una messa in mora del governo che ha voluto affidare la ricostruzione al commissario straordinario, oggi in una situazione di empasse totale. Tremonti sblocchi le risorse e il parlamento approvi velocemente una legge organica per porre la parola fine ai fallimentari strumenti straordinari e per affidare la ricostruzione a strumenti ed amministrazioni ordinarie”.
È quanto hanno dichiarato oggi Elisabetta Zamparutti, deputata Radicale e prima firmataria di una proposta di legge organica per la ricostruzione dell’Abruzzo scritta in collaborazione con l’Istituto nazionale di urbanistica e Mario Staderini, segretario dei Radicali Italiani, movimento politico che si è impegnato nella raccolta firme sulla proposta di iniziativa popolare, in merito alla consegna delle firme al presidente della Camera Gianfranco Fini.
Gli esponenti radicali, che hanno dato un duplice contributo elaborando una legge ad hoc e aiutando la raccolta firme, hanno concluso dicendo: “L’iniziativa popolare di oggi dà nuova linfa, anche alle opposizioni, per accelerare il dibattito parlamentare sulla ricostruzione che si trova da mesi in un binario morto, con la maggioranza che continua ad aspettare che il governo le dica cosa deve fare”.



