L’AQUILA – Una decina di ex lavoratori dello zuccherificio Sadam di Avezzano (L’Aquila) ha presidiato oggi palazzo Silone all’Aquila, sede della Giunta regionale d’Abruzzo, dove si è svolta la riunione della Commissione di valutazione di impatto ambientale (Via), convocata per decidere sulle infrastrutture energetiche funzionali alla riconversione dello zuccherificio in un impianto a biomasse, progetto proposto dalle società Powercrop e Maccaferri, bloccato dai ricorsi al Tribunale amministrativo regionale, che hanno fatto seguito a un primo pronunciamento favorevole del Via nel 2010.
Al Via è stato ascoltato il fronte contrario alla centrale, ovvero il Comune di Avezzano, rappresentato dagli assessori Oscar Roberto Guanciale e Roberto Verdecchia, il Comune di Luco dei Marsi (L’Aquila), rappresentato dall’assessore Gino Ciocci, e il Comitato No Powercrop, rappresentato da Sefora Inzaghi.
I lavoratori vogliono, però che, l’impianto a biomasse venga realizzato, perché rappresenterebbe per loro l’opportunità di ritrovare un’occupazione, dopo che lo zuccherificio ha chiuso i battenti nel 2006.
“Con la crisi dilagante che subisce la Marsica – spiega il rappresentante sindacale Cisl Marco Iacutone – non si possono rinunciare a 100 milioni di investimenti e a un’irripetibile occasione di riconversione industriale. L’impianto potrà riassorbire tutte le maestranze dell’ex zuccherificio, con un cantiere aperto per la costruzione per circa 2 anni e con un impiego nel periodo di circa 250 persone oltre agli indiretti”.
La linea comune tenuta dai contrari alla centrale è che la Via non avrebbe dovuto neanche prendere in considerazione la variazione progettuale presentata dalla Powercrop, ovvero un potenziamento della rete nazionale di trasmissione, attraverso la costruzione di un cavo interrato di 150 chilo volt, collegata a un elettrodotto.
“A che serve potenziare la rete elettrica – spiega infatti la Inzaghi – servirebbe solo a consentire a un eventuale impianto a biomasse il conferimento dell’energia prodotta. Ma noi riteniamo che la centrale non potrà essere realizzata, e comunque una decisione sulla compatibilità ambientale di un elettrodotto dovrà essere presa solo dopo che si avrà la sentenza del Tar presentati da No Powecrop, agricoltori, Comune di Avezzano e di Luco Dei Marsi”.
Punti fermi della contrarietà all’impianto, il consumo delle acque, lo scarico delle acque reflue, le emissioni in atmosfera, le fonti di approvvigionamento del legno, il teleriscaldamento e non da ultimo la vicinanza e il contrasto con la riserva naturale del Monte Salviano. Filippo Tronca





