PESCARA – In Abruzzo si continua a vendere i gioielli di casa e di famiglia ai negozi Compro Oro, una realtà in controtendenza rispetto al resto d’Italia che, secondo un rapporto Eurispes, vede in calo il numero delle famiglie che soprattutto per via della crisi economica prendono l’oro di casa e lo vendono per racimolare contanti.
La crisi aveva conosciuto un boom nel 2013, quando il 28,1 per cento degli intervistati in Italia dichiarava di aver ceduto ai Compro oro i propri preziosi, contro appena l’8,5 per cento del 2012.
L’anno scorso invece si è registrata una forte inversione di tendenza, una contrazione di quasi 10 punti, il 18,7 per cento.
Per l’Eurispes, insomma, si è verificato un ”progressivo esaurimento dei preziosi in possesso delle famiglie”.
In Abruzzo, però, il quadro è chiaro: il Compro Oro non è passato di moda, perché è la crisi economica a non andare, anzi, peggiora giorno dopo giorno.
C’è chi prova vergogna nel recarsi in uno dei punti vendita, ma c’è anche chi, come i più giovani, piglia e vende e se ne frega del valore affettivo.
Ma nelle quattro province della regione il ‘motivetto’ è sempre quello.
Possono esserci dei periodi particolari in cui si vende di meno, o in modi diversi, ma l’oro si vende eccome, specie dopo aver tentato di tenere botta in un momento di tasche poco felici.
PESCARA
In base a quanto testimoniato da alcuni proprietari di catene Compro Oro pescaresi, non si può generalizzare in tutto e per tutto, visto che molte famiglie hanno scelto di vendere i propri preziosi per gradi, quindi un pezzo alla volta, e visto che altri hanno invece scelto, prima di vendere, di far valutare i propri gioielli per eventualmente decidere se liberarsene in tempi migliori.
Ma la sostanza non cambia, pure se ”nel momento in cui si ha la possibilità, si dà indietro l’oro vecchio – spiega Nicola Onesti, commerciante di Montesilvano, a due passi da Pescara – considerato anche talvolta poco utile e fuori moda”.
Per Onesti, ”sicuramente ci può essere un calo del numero delle famiglie che si rivolge ai Compro Oro, visto il prezzo che non raggiunge più livelli vantaggiosi. E sicuramente c’è chi si è affrettato alla fine del 2012 e del 2013 a vendere il proprio oro, ma questo settore è ancora in forze”.
CHIETI
Per qualcuno l’argomento è molto delicato, come sostiene Simone Di Tullio, operatore del settore nel Chietino il quale sostiene che ”fino a qualche tempo fa era più facile vendere oro, ricomprarlo in un momento in cui il suo valore si abbassava per poi rivenderlo nel momento in cui veniva quotato molto. La Borsa è imprevedibile, chiaramente, però si tratta di un espediente che in molti hanno utilizzato”.
”Non è sempre facile – prosegue il commerciante – valutare l’oro vecchio che viene portato nei nostri locali, perché a volte è impossibile dare un valore ai ricordi. Molto spesso l’oro che ci viene portato vale molto di più di quello che noi valutiamo perché magari abbiamo di fronte un oggetto caro, però davanti alle difficoltà economiche, che purtroppo persistono, ognuno è libero di fare ciò che crede”.
“Purtroppo, più di qualcuno si affaccia quasi con vergogna, ma lo fa per necessità ed in molti sono a rivolgersi a noi per dare indietro l’oro”, ammette Di Tullio.
TERAMO
Prima l’oro aveva un valore affettivo, ma per molti giovani, come spiega il commerciante Marco Di Pietro, non è affatto così.
“Non circola più l’oro, una volta venduto non è possibile ricomprarlo ed i primi a liberarsene sono proprio i giovanissimi che non li utilizzano”.
“Nel 2013 l’oro puro – continua – aveva raggiunto il massimo del suo valore ed è chiaro che non c’è più grande convenienza ora eppure in molti decidono di darli indietro; certo è che chi non ha fretta, prova ad attendere nonostante la crisi economica, ma possiamo affermare che il settore non conosce crisi”.
L’AQUILA
Anche nel capoluogo abruzzese il Compro Oro non passa di moda e la svalutazione del prezioso metallo non arresta la corsa di quanti preferiscono darlo indietro.
”Sicuramente c’è stato un boom negli anni precedenti – è il commento di un commerciante che ha chiesto di restare anonimo – ma il settore non ha subito danni anzi, si lavora molto. Ecco, forse si può parlare di decelerazione che avviene in alcuni periodi, non di più”.
”Sul fatto che le persone non abbiano più oro da dare indietro – aggiunge – si potrebbe fare una riflessione. È probabile che noi operatori del settore non ci rendiamo conto perché non tutte le famiglie hanno attraversato periodi difficili contemporaneamente, quindi è probabile che chi non ha subito il primo duro impatto con la crisi, abbia adesso il bisogno di rinforzare l’economia famigliare e dunque da indietro l’oro”.






