TERAMO – Sarà affidato alle 11 di domani mattina negli uffici della Procura di Teramo, dal sostituto procuratore Bruno Auriemma, l’incarico al medico legale per l’autopsia della piccola Elena, la bimba di 22 mesi dimenticata dal padre nell’auto lo scorso 18 maggio a Teramo, e morta ieri nel presidio materno-infantile Salesi di Ancona.

La disposizione sarà che venga eseguita dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra domani pomeriggio, nell’obitorio del complesso ospedaliero di Ancona.

Lo ha riferito lo stesso magistrato all’Ansa, confermando anche che successivamente all’autopsia saranno acquisite le cartelle cliniche sia nel presidio ospedaliero dorico sia in quello teramano, dove la bambina era stata portata per un primo soccorso.

L’esame autoptico, secondo quanto si appreso, non dovrebbe comportare tempi lunghi, trattandosi di un esame obiettivo limitato al settore cerebrale, su cui si concentra l’evidenza delle cause probabili di morte della piccola.

Subito dopo il magistrato rilascerà ai famigliari il nulla-osta per la sepoltura.

Nella serata di ieri lo stesso magistrato, giunto ad Ancona nel pomeriggio, ha notificato a Lucio Petrizzi, il docente universitario padre della piccola Elena, l’informazione di garanzia per omicidio colposo, quale atto dovuto per procedere all’autopsia.

ESCLUSO IL DOLO, PIU’ LIEVE LA POSIZIONE DEL PADRE

Si alleggerisce intanto la posizione giudiziaria di Petrizzi.

L’uomo è stato formalmente indagato per la prima volta soltanto ieri sera e per il reato di omicidio colposo, secondo quanto previsto dall’articolo 589 del codice penale.

Si è trattato della modificazione dell’iniziale ipotesi, informale, di abbandono di minore.

Secondo quanto confermato dal sostituto procuratore Auriemma, raggiunto telefonicamente dall’Ansa, si tratta di reato meno grave di quello di abbandono di minore aggravato dalla morte (art. 591, 3° comma) di competenza della Corte d’Assise e che prevede da 3 a 8 anni di reclusione.

Lo stesso pm ha voluto sottolineare come il suo arrivo ad Ancona sia stato necessario per un colloquio con il padre della piccola, ai fini della valutazione dell’elemento soggettivo del reato, dell’esclusione del dolo e dunque per derubricare l’iniziale contestazione in quella di minore gravità.

“I medici hanno decretato la morte cerebrale della piccola alle 15 – ha detto il magistrato – e da quel momento è stata avviata l’osservazione prevista per legge, che avrebbe dovuto concludersi alle 21 ma che ha portato alle dichiarazione legale di morte alle 23 perché erano necessari altri adempimenti clinici tesi alla verifica del possibile espianto di organi che io stesso ho autorizzato dopo il consenso dei genitori”.

CON GLI ORGANI DI ELENA ALTRI BIMBI TORNANO A SPERARE

“Sta reagendo bene” la bimba di due anni che ha ricevuto il cuore della piccola Elena agli ospedali Riuniti di Bergamo.

“L’intervento – hanno spiegato Amedeo Terzi, responsabile del centro trapianti di cuore e Lorenzo Galletti, responsabile della cardiochirurgia pediatrica – è durato poco più di 6 ore e la particolarità dell’operazione è stata quella di aver trapiantato un piccolo cuore in una bimba che pesa appena 9 chili”.

“La bambina che ha ricevuto il trapianto di cuore era seguita dal nostro centro dall’ottobre dello scorso anno perché portatrice di una malattia chiamata cardiomiopatia dilatativa e per questo era entrata in lista di attesa per un trapianto. Due settimane fa – hanno spiegato i medici – aveva avuto una ricaduta ed era stata ricoverata in ospedale per l’aggravamento delle sue condizioni. Ieri sera si è aperta una opportunità”.

Migliorano invece le condizioni del bambino ligure di nove mesi al quale stamani, all’ospedale Molinette di Torino, è stato trapiantato il fegato della piccola Elena.

Lo si apprende dal professor Mauro Salizzoni, che ha guidato l’equipe di sanitari delle Molinette che la scorsa notte, raggiunta Ancona in aereo, ha partecipato al prelievo del fegato della bambina ed è poi rientrata, sempre in aereo, a Torino, dove ha effettuato il trapianto.

L’intervento è durato circa cinque ore e in serata i medici hanno detto di essere abbastanza ottimisti sull’esito finale del trapianto.

Il bambino, che si chiama Tommaso e pesa cinque chili e mezzo, era affetto da atresia delle vie biliari e già due giorni fa, sempre alle Molinette, era stato sottoposto a un trapianto di fegato.

In quella circostanza gli era stato trapiantato l’organo di un bimbo morto in un incidente stradale.

Il fegato, però, aveva subito un grave traumatismo per cui l’esito dell’operazione era stato negativo e già ieri il piccolo era stato reinserito nella Lista di attesa di urgenza nazionale.

“Ringraziamo i genitori di Elena – ha detto il papà di Tommaso – per il gesto, grande e prezioso che hanno deciso di compiere. Come persone e come genitori siamo vicini a loro in questa tragedia enorme che li ha colpiti”.

“Per noi – ha concluso l’uomo – oggi nasce una nuova speranza, perché anche l’intervento è stato lungo e difficile, la speranza è l’ultima a morire”.

Verranno infine trapiantati su di un solo piccolo paziente in lista di attesa all’ospedale Bambino Gesù di Roma i due reni della piccola.

Secondo quanto si è appreso l’intervento, definito complesso e non frequente, verrà effettuato nelle prossime ore.