L’AQUILA – “Non ci troviamo – esordisce il capogruppo del Pd in Regione Camillo D’Alessandro – di fronte ad un dettaglio, ma al fallimento dell’intera impostazione del lavoro della gestione commissariale; ora Chiodi si dimetta e ripristini la legalità, quella che stabiliscono le sentenze e la solitudine, tutta discrezionale e non verificabile, lasci spazio alla collegialità delle decisioni, cioè quelle che si assumono pubblicamente nelle assemblee elettive, in tal caso il Consiglio regionale”.
“Se Chiodi disattende le sentenze saremo costretti a rivolgerci alle autorità competenti anche perchè in commissione sanità si rifutano o ritardano nel darci le carte” La sentenza del TAR va ben oltre l’annullamento delle delibere commissariali: Chiodi in sostanza – dice il Pd – non poteva compiere atti aventi forza di legge, ne’ atti contrarie e difformi dalle uniche leggi approvate di programmazione dal centro-sinistra” prosegue D’Alessandro.
“Ciò significa – commenta l’esponente del Pd – che tutti gli atti assunti da Chiodi- commisario sono annullabili, con gravissime conseguenze anche economiche ed eventualmente risarcitorie da parte di terzi, per esempio dagli operatori privati”.
“La sentenza del Tar smonta – insiste D’Alessandro – punto su punto l’impostazione da imperatore del Presidente Chiodi, infatti il Tar chiarisce che sul diritto alla salute ogni cittadino può far valere i propri diritti e ribadisce, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che il Commissario non può compiere atti in difformità a leggi approvate dal consiglio e solo il Consiglio le può modificare”.
“Piuttosto – aggiunge l’esponente del Pd – il Tar nella sentenza ricorda che il commissario è nominato in funzione dell’applicazione del piano di rientro precedente e che è nei suoi compiti presentare un nuovo piano di rientro, ciò genera la conseguenza automatica della fine del commissariamento”.
“Insomma – spiega D’Alessandro – Chiodi non fa quello che deve fare, cioè l’approvazione del piano di rientro e fa ciò che non può fare, atti aventi forza di legge: chi paga il tempo perso? chi paga i danni?”.
“I piccoli presidi sono stati smantellati – afferma infine – ora per effetto della sentenza devono tornare come erano, chi paga? Chi paga?”




