TERAMO – È stato quasi due ore nella caserma di Somma Vesuviana (Napoli) Salvatore Parolisi, il vedovo di Carmela Melania Rea, dove era entrato dopo le 16, accompagnato dai genitori.

Subito dopo è entrato in quella di Castello di Cisterna, sempre nel napoletano, distante pochi chilometri. Secondo quanto si è appreso, all’interno della caserma, dove ha sede il gruppo territoriale dei carabinieri, Salvatore starebbe fornendo le cosiddette “sommarie informazioni testimoniali”: la sua posizione, dunque, sarebbe al momento quella di teste, non di indagato.

Gli inquirenti marchigiani hanno ascoltato anche il padre di Melania, Gennaro Rea.

Una folla di curiosi si è radunata proprio davanti la caserma. Qualcuno ha dichiarato di aspettarsi addirittura di vederlo uscire dalla caserma in manette.

La presenza del caporalmaggiore dell’esercito nella caserma di Somma vesuviana è stata inizialmente giustificata con la necessità di firmare dei documenti ma in caserma è entrato anche il pm di Ascoli, Umberto Monti.

In base agli esiti dell’audizione in corso, la Procura di Ascoli deciderà entro venerdì se fare ulteriori accertamenti sul cadavere di Carmela.

Questa mattina il pm di Ascoli si è confrontato con i Ris di Roma sui reperti sequestrati nell’ambito dell’inchiesta.

Intanto l’amico di Parolisi, Raffaele Paciolla, ha smentito tramite il suo avvocato le ricostruzioni secondo cui Salvatore avrebbe trascorso la notte della sparizione della moglie in casa dell’amico agente di custodia, dove invece avrebbe dormito la sera del 20 aprile, giorno in cui la donna è stata trovata morta.

Per sfuggire all’attenzione mediatica, la soldatessa Ludovica P., che è stata amante di Parolisi, è in licenza dal giorno dell’audizione.

TRASFERTA DEI PM A ROMA

TERAMO – Il sostituto procuratore di Ascoli Piceno, Umberto Monti, che indaga sull’omicidio di Carmela “Melania” Rea, è partito stamani per Roma a bordo di un’auto dei carabinieri.

A quanto si è appreso, nella Capitale si confronterà con i carabinieri del Raggruppamento investigazioni scientifiche sulle risultanze degli accertamenti tecnici condotti dal Ris su un centinaio di reperti sequestrati nell’ambito dell’inchiesta sulla scomparsa di Melania da Colle San Marco (il 18 aprile) e il ritrovamento del cadavere in un bosco di Ripe di Civitella (il 20 aprile).

Non è escluso che, in base alle risposte che emergeranno, sulla strada del ritorno Monti possa interrogare il marito di Melania, il caporalmaggiore dell’esercito Salvatore Parolisi, tornato in Campania subito dopo il delitto con la figlioletta di 18 mesi, in licenza per gravi motivi familiari.

L’uomo, che stamani non si troverebbe a Somma Vesuviana, a casa dei suoceri, non è indagato ma una sua audizione è già stata prevista dagli inquirenti, intenzionati a chiarire varie incongruenze riscontrate nelle prime testimonianze rese dal militare.

Stamattina, negli uffici della procura ascolana continua a lavorare al caso il pm Ettore Picardi, mentre l’altro sostituto, Carmine Pirozzoli, è impegnato fuori dal palazzo di giustizia.

AMICO RAFFAELE: ”PAROLISI DORMI’ CON ME LA NOTTE DEL 20 APRILE”

TERAMO – Salvatore Parolisi, il marito di Melania Rea, dormì a casa dell’amico Raffaele Paciolla nella notte fra il 20 e il 21 aprile, e non il 18, giorno in cui Melania è scomparsa, per essere poi ritrovata cadavere il 20.

Lo ha detto ai cronisti l’avvocato Tommaso Pietropaolo, amico di Paciolla, per smentire le ricostruzioni secondo cui Parolisi avrebbe trascorso la notte della sparizione della moglie in casa dell’amico agente di custodia, allontanandosi poi all’alba del giorno successivo.

Questa mattina Paciolla, al quale Salvatore telefonò subito il 18 pomeriggio, perché lo raggiungesse e Colle San Marco e lo aiutasse nelle ricerche di Melania, è tornato a palazzo di giustizia ad Ascoli Piceno.

All’arrivo dell’agente, la pattuglia di giornalisti e cameraman che da giorni staziona fuori dal tribunale a caccia di notizie si è lanciata in una rincorsa al testimone.

Attimi concitati, in cui è stata bloccata pure un’autocorriera.

Paciolla se ne è poi andato, senza parlare con i cronisti.

LA SOLDATESSA IN LICENZA PER SFUGGIRE AI MEDIA

TERAMO – È in licenza dal giorno dell’audizione Ludovica P., di 27 anni, caporale all’ottavo Reggimento lancieri di Montebello che per giorni è stata nella caserma Nacci di Lecce per seguire un corso di addestramento.

Lo si apprende da fonti militari.

La soldatessa è stata ascoltata dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Carmela “Melania” Rea, la giovane donna assassinata a coltellate in una pineta del Teramano dopo essere scomparsa da Colle San Marco, ad Ascoli, dov’era andata insieme al marito Salvatore Parolisi il 18 aprile scorso.

La ventisettenne, che è stata l’amante del marito della vittima, Salvatore Parolisi, a quanto viene riferito ha preferito andare in licenza per sfuggire all’attenzione mediatica.

PROCURA DECIDERA’ SE DISPORRE NUOVI ACCERTAMENTI SU CADAVERE

TERAMO – La Procura di Ascoli deciderà entro venerdì se fare ulteriori accertamenti sul cadavere di Carmela Rea.

Una decisione che dipende dalle risultanze dell’audizione in corso a Somma Vesuviana del marito Salvatore Parolisi e dei genitori della donna, che vengono sentiti dal pm di Ascoli Umberto Monti, in trasferta in Campania ufficialmente per far firmare al caporalmaggiore documenti relativi al nulla osta per la sepoltura della donna, che era stato concesso dopo l’autopsia ma poi revocato per esigenze investigative.

L’esame autoptico, eseguito dai medici legali Sabina Canestrari e Adriano Tagliabracci, ha evidenziato 9 ferite post mortem, oltre alle 23 coltellate inferte dall’assassino e che hanno provocato la morte.

Non è stato possibile stabilire con precisione quanto tempo sia trascorso fra il decesso della donna e i successivi tagli, inferti probabilmente per depistare le indagini, come la siringa infilzata sotto un seno, il laccio emostatico e gli aghi di siringa trovati accanto al corpo.

Il lasso di tempo, valutato fra un minimo di due ore e un massimo di 15-20, non è utile alle indagini e dunque potrebbe essere necessario sottoporre il cadavere a ulteriori verifiche per assottigliare questo spazio temporale.

Subito dopo questo ulteriore accertamento la salma di Melania Rea verrà restituita ai familiari per la sepoltura, che potrebbe avvenire la prossima settimana.

PAROLISI  DA UNA CASERMA ALL’ALTRA

TERAMO – Salvatore Parolisi, il vedovo di Carmela Melania Rea, si è recato molto probabilmente dalla caserma dei carabinieri di Somma Vesuviana, dove era entrato poco dopo le 16 a quella di Castello di Cisterna, sempre nel napoletano, distante pochi chilometri.

Secondo quanto si è appreso, all’interno della caserma, dove ha sede il gruppo territoriale dei carabinieri, ci potrebbero essere anche i familiari della Rea.

Sulla presenza del caporal maggiore dell’Esercito viene mantenuto il più ristretto riserbo. Parolisi si sarebbe recato da una caserma all’altra guidando lui stesso l’automobile. 

IN CASERMA ASCOLTATO ANCHE IL PADRE DI MELANIA

TERAMO – Gli inquirenti marchigiani stanno ascoltando nella caserma di Castello di Cisterna, sia il marito che il padre di Melania, la donna di Somma Vesuviana uccisa nei giorni scorsi.

Secondo quanto si è appreso Salvatore Parolisi e il padre di Melania sono in due stanze separate in due piani diversi.

Al colloquio con gli inquirenti non sarebbe presente nessuno avvocato.

A Parolisi e alla famiglia della donna è stato notificato a Somma un provvedimento che riguarda un ennesimo accertamento medico-legale, al termine del quale la salma dovrebbe essere riconsegnata alla famiglia per il rito funebre.

CURIOSI DAVANTI CASERMA: “CI ASPETTIAMO DI VEDERE PAROLISI IN MANETTE”

TERAMO – Qualcuno aspetta addirittura di vederlo uscire dalla caserma in manette. Qualcun altro vuole semplicemente capire come andrà a finire la brutta storia di Carmela Melania Rea.

Folla di curiosi davanti alla caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna, all’interno della quale, secondo quanto appreso, ci dovrebbe essere Salvatore Parolisi, vedovo di Melania.

“Ho sentito dalla tv che stava in questa caserma e ora sono qui perché sono sicuro che è colpevole e che stasera lo vedremo uscire con le manette – dice Sergio, di Pomigliano d’Arco, comune vicinissimo a Castello di Cisterna – lo stesso fatto che è stato trasferito da una caserma secondaria a un’altra più importante, secondo me significa qualcosa”.

Cittadini-detective in questi giorni hanno addirittura osservato il movimento delle mani, del viso di Salvatore quando, in tv, raccontava quanto accaduto.

“Gesticolava le mani in maniera strana, non mi ha convinto dal primo momento – ha aggiunto Marietta – secondo me nasconde qualcosa, qualcosa di brutto”.

Colpevolisti a parte c’é anche chi vuole semplicemente capire. “Non siamo noi a dire se è colpevole o innocente – racconta Gino – noi vogliamo soltanto sapere come sono andate le cose e mettere la parola fine a questa vicenda che ha scosso tutti”.

La folla di curiosi è rimasta davanti alla caserma fino in serata. L’attesa per l’uscita di Salvatore Parolisi ha giocato un brutto scherzo alle persone assiepate: è bastato che uscisse una vettura di servizio dei carabinieri con a bordo un uomo che si è coperto il volto con un giubbotto che la gente ha iniziato a urlare insulti e battere pugni contro i finestrini della vettura.

Tutti pensavano che in quell’auto ci fosse Parolisi: contro di lui la gente ha rivolto parole di accusa.

IL PADRE DI MELANIA LASCIA LA CASERMA

TERAMO – Il padre di Melania Rea è appena uscito dalla caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna.

Gennaro Rea, è entrato immediatamente in un’automobile guidata da un cugino della moglie ed è andato via senza fare dichiarazioni.

Intanto aumenta la folla di curiosi davanti alla caserma dei carabinieri: persone si stanno affacciando anche ai balconi con vista sul cancello d’uscita della caserma.

PAROLISI CONVOCATO IN CASERMA COME TESTE

TERAMO – Secondo quanto si è appreso Salvatore Parolisi, vedovo di Carmela Melania Rea, nella caserma di Castello di Cisterna starebbe fornendo le cosiddette “sommarie informazioni testimoniali”: la sua posizione, dunque, sarebbe al momento quella di teste, non di indagato.

Parolisi, dopo circa quaranta minuti trascorsi all’interno della caserma di Somma Vesuviana, comune vicino, si è poi recato a quello di Castello di Cisterna, secondo quanto si è appreso soltanto per una maggiore disponibilità logistica.