L’AQUILA – Che cosa fanno gli onorevoli a Roma eletti in Abruzzo? Si stanno meritando il loro stipendio da quasi 11 mila euro, più benefit vari e, in prospettiva, un lauto vitalizio?

A 18 mesi dalle elezioni politiche del febbraio 2013, dopo aver passato in rassegna la produttività dei sette senatori eletti in Abruzzo, è la volta dei 14 deputati.

E tra gli inquilini pro tempore di Montecitorio l’oscar dell’efficienza va a Andrea Colletti del Movimento 5 stelle, seguito da Gianni Melilla di Sinistra ecologia libertà e Gianluca Vacca anche lui M5s.

Sul podio dell’inefficienza e dell’assenteismo salgono invece, ultimo in classifica, Filippo Piccone del Nuovo centro destra, Tommaso Ginoble del Partito democratico, penultimo, e Maria Amato, anche lei piddina, terzultima.

Navigano a metà classifica nel piccolo esercito dei 630 deputati, garantendo il minimo sindacale, gli altri onorevoli abruzzesi, Paolo Tancredi, Ncd, Yoram Gutgeld, Pd, Giulio Sottanelli, Scelta civica, Vittoria D’Incecco, Pd, Daniele Del Grosso, M5s, Antonio Castricone, Pd Fabrizio Di Stefano, Forza Italia.

Fuori classifica il deputato Gianluca Fusilli, del Pd, che da poco ha sostituto a Montecitorio l’ex sottosegretario all’economia con delega alla Ricostruzione Giovanni Legnini, divenuto vice presidente del Consiglio superiore della magistratura. Anche lui, di fatto, è esente da valutazione sull’attività parlamentare visti gli incarichi di governo ricoperti sia con Enrico Letta che con Matteo Renzi.

I parametri di valutazione sono quelli elaborati dal sito Openpolis, che misura l’indice di produttività tenendo conto di vari fattori: la partecipazione alle votazioni, l’attività nelle commissioni, il numero di disegni di legge, emendamenti e interrogazioni presentati ed elaborati, ma anche il successo che questi hanno ottenuto.

Accresce, insomma, l’indice di produttività non solo la presenza in aula, che viene registrata solo quando il parlamentare pigia il bottone per approvare e respingere il provvedimento. Ma contano anche i disegni di legge presentati da ciascun parlamentare che hanno avuto seguito, sono stati, cioè, accolti e discussi in commissione e poi approdati in aula e approvati.

In questa prima puntata sulla Camera, i primi sette deputati in classifica.

1° ANDREA COLLETTI

Lo stacanovista dei deputati abruzzesi è Andrea Colletti del Movimento 5 stelle, giovane avvocato di Montesilvano (Pescara) appartenente, tra i grillini, all’ala dei puri e duri che di accordo con il Pd non vogliono nemmeno sentir parlare né tanto meno di un passo indietro del leader carismatico Beppe Grillo. Il suo indice di produttività è di 316,8 in classifica 19° su 630 deputati.

Il suo tasso di presenze nelle votazioni è dell’85,7 per cento, quando la media è del 70 per cento. Colletti è, in particolare, una vera e propria macchia sforna emendamenti: ne ha presentati, infatti, oltre 600, in particolare a leggi in materia di giustizia e riforme istituzionali, e ne ha firmati 1.700. Quasi nessuno è stato però approvato, cosa del resto quasi inevitabile se si appartiene a una forza di opposizione.

E ancora, nella commissione Giustizia, di cui fa parte, ha presentato 51 emendamenti, in aula tra interrogazioni, risoluzioni e ordii del giorni ha superato quota 40. Sono 10, invece, le proposte di legge di cui è primo firmatario.

Tra esse la proposta di legge che intende allungare i termini della prescrizione dei reati e abbattere il numero dei processi che si concludono con un nulla di fatto, quella che intende rendere più severo il sistema sanzionatorio vigente in materia di reati societari e illeciti finanziari.

E ancora, Colletti propone di sopprimere i tribunali regionali e del Tribunale superiore delle acque pubbliche, entità giudicati “assolutamente antieconomico, in quanto risultano essere operativi per un numero molto esiguo di controversie rispetto al normale carico degli altri organi giurisdizionali”, di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta sull’espulsione di Alma Shalabayeva e di sua figlia dal territorio italiano verso il Kazakistan. Di istituire a Pescara una sezione distaccata della Corte d’Appello dell’Aquila.

Tutti disegni di legge, a parte quello sulla prescrizione, che ancora non vengono presi in esame dalle commissioni.

C’è infine il disegno di legge di Colletti che proponeva di reintrodurre il delitto di auto riciclaggio. Anche esso fermo al via, ma la maggioranza ha appena approvato una legge che recepisce nella sostanza quanto proposto.

Tra le azioni di Colletti, anche la denuncia depositata alla procura della Repubblica di Roma per accertare l’esistenza e il contenuto del patto del Nazareno stipulato tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Le bordate al giornalista del Corriere della Sera Sergio Rizzo, accusato di aver detto falsità sulla restituzione del 50 per cento dell’indennità da parte dei parlamentari grillini.

Si è scagliato contro il commissariamento della Carichieti, e contro l’elettrodotto Terna proveniente dalla Serbia/Montenegro per fornire elettricità all’Italia. Argomentando che l’energia elettrica serba costerebbe il triplo rispetto a quella prodotta in Italia.

2° GIANNI MELILLA

Secondo per indice di produttività è il deputato di Sinistra ecologia libertà Gianni Melilla, ex sindacalista di Pescara ed ex consigliere regionale. È quotato infatti 167,3, 52° in classifica. Tra i primissismi, però, in quanto a presenze in aula, pari al 99,4 per cento delle votazioni.

Ha inondato l’assise di Montecitorio con 220 tra interrogazioni e interpellanze e mozioni. È componente della commissione Bilancio e tesoro e ha presentato 10 disegni di legge. Tra questi uno che intende unificare gli istituti superiori statali per le industrie artistiche nell’Istituto nazionale del design, un altro in materia di aspettativa degli appartenenti alle forze di polizia candidati a elezioni politiche o amministrative.

E ancora per l’Istituzione di un Corpo giovanile per la difesa del territorio, disposizioni in favore dei soggetti affetti da sensibilità chimica multipla, in materia di stabilizzazione di lavoratori impiegati dalle regioni con contratti di collaborazione coordinata e continuativa. 

Anche lui, come tanti parlamentari abruzzesi, ha presentato poi un disegno di legge per vietare le attività di ricerca, di prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare entro 12 miglia dalle linee di base delle acque territoriali lungo l’intero perimetro costiero nazionale.

Melilla che ha votato quasi sempre contro la maggioranza che sostiene il premier Renzi ha dato battaglia in particolare contro il jobs act era però assente il giorno della votazione, e contro il decreto Sblocca Italia. Ha votato a favore del decreto Alluvione & Terremoto Emilia-Romagna i decreto cultura e altri decreti governativi.

Ha dedicato interrogazioni a vertenze industriali abruzzesi, quelle che interessano la Lfoundy e la Burgo di Avezzano, la Sider di Vasto, la Rolly di Roseto e altre aziende. Ha chiesto lumi su che fine abbiano fatto i fondi Inail per la ricostruzione dell’Aquila. Ha partecipato, tiene a precisare a sue spese, alle missioni del senatore di Forza Italia Antonio Razzi in Corea del Nord.

3° GIANLUCA VACCA

Terzo in classifica tra gli onorevoli abruzzesi è Gianluca Vacca del Movimento 5 stelle, romano di nascita pescarese di adozione componente commissione cultura, con un indice di produttività pari a 83,7, 149° su 630 deputati.

È stato presente in aula nell’ 87 per cento delle votazioni. Ha presentato la bellezza di 342 emendamenti, quasi tutti respinti dalla maggioranza.

Ha presentato 5 progetti di legge, uno anche lui contro le attività di estrazione petrolifera nel mare Adriatico e poi per ampliare la platea degli aventi diritto alle borse di studio universitarie, per garantire controlli e requisiti più rigorosi per la concessione di soldi pubblici alle scuole private che, secondo Vacca, “sono spesso dei diplomifici, vere e proprie aziende senza scrupoli che realizzano enormi profitti sfruttando il lavoro di giovani neolaureati per coprire il ruolo di docenza e che svendono titoli di studio ai quali non corrisponde una reale preparazione dello studente”.

Ha condotto una battaglia a suon di emendamenti contro lo Sblocca Italia, da lui definito decreto “Sfascia Italia e Anti Abruzzo”. Molto attivo, anche fuori dal Parlamento contro le attività di estrazione petrolifera in Adriatico, l’elettrodotto Villanova-Gissi, il metanodotto Snam. Infuocati i suoi interventi contro i tagli alla scuola e università che sarebbero celati nella manovra di stabilità che Vacca quantifica in quasi 1 miliardo e mezzo di euro.

Ha accusato i deputati alla Camera di essere ‘inutili pigiabottoni’, al servizio di una ‘dittatura del governo’, provocando irose repliche. Comunica con gli elettori mediante un suo blog sempre aggiornato, e questo anche è indice di produttività.

4° PAOLO TANCREDI

Il teramano Paolo Tancredi, del Nuovo centro destra, ha un indice di produttività di 72,9, risultato da classifica medio alta, 183° su 630 deputati. Componente della commissione Cultura, della commissione Bilancio,è stato presente in aula all’87,6 per cento delle votazioni.

Non ha presentato, però, nessun disegno di legge votando tutti le leggi presentate dal governo. Suo momento di maggiore impegno e notorietà quando è stato scelto come relatore della legge di stabilità 2015.

Tra le sue interrogazioni, una che chiede al governo “quali iniziative intenda assumere per la bonifica del sito inquinato di Bussi” chiedendo lo stanziamento di fondi adeguati. Ha poi proposto con ordini del giorno canali privilegiati ai docenti incaricati per almeno un triennio nei concorsi pubblici, e di istituire l’apprendistato al fine di assicurare il reclutamento di giovani nella pubblica amministrazione.

Con un emendamento alla finanziaria ha chiesto e quasi ottenuto 5 milioni di euro per la bonifica della discarica di contrada La Torre a Teramo. Rivendica come suo importante risultato l’aumento fino a 400 milioni di euro del fondo per la non autosufficienza e per i malati di Sla, proposta accolta in commissione Bilancio su proposta di Ncd.

Assieme ad altri parlamentari abruzzesi si è battuto per ottenere la riduzione al 50 per cento del taglio di trasferimenti alle amministrazioni per i comuni del cratere sismico aquilano, e per i comuni terremotati dell’Emilia.

È stato attaccato pesantemente dai colleghi di Fora Italia e Lega Nord quando la commissione, anche su sua proposta, ha erogato 40 milioni al Molise per pagare parte dei debiti della sanità. Altro suo cavallo di battaglia la semplificazione e l’accorpamento delle tasse sugli immobili.

5 ° YORAM GUTGELD

L’economista israeliano naturalizzato italiano, deputato del Pd e fatto eleggere in Abruzzo, per quanto riguarda il suo lavoro parlamentare viaggia a metà classifica, con indice di produttività 48,6 275° su 630 deputati.

Le sue presenze sono nella media, del 71, 9 per cento. Non ha presentato nessun disegno di legge. Ma il lavoro principale per Gutled si svolge nelle retrovie, o meglio nella stanza dei bottoni.

Componente della commissione Finanze, è, infatti, uno dei consulenti economici più ascoltati da Renzi, e c’è da scommettere che tutti i provvedimenti di natura finanziaria finora presi o annunciati dal governo partano anche da lui.

Suo pallino è la necessità di una massiccia riduzione delle imposte per dare respiro alle aziende e per lascare più soldi in tasca ai lavoratori, determinando così un aumento dei consumi.

6 ° GIULIO SOTTANELLI

Il deputato di Scelta civica Giulio Sottanelli, assicuratore teramano, ha un indice di produttività di 44,6 ed stato presente al 73,4 per cento delle votazioni.

Ha presentato due disegni di legge, uno dei quali che ha accolto il favore del governo di cui fa parte e potrebbe diventare realtà. È quello che prevede l’assicurazione obbligatoria sugli immobili in caso di catastrofi. Un sistema misto con la partecipazione dei cittadini, del sistema assicurativo privato, di quello bancario e, in ultima istanza, dello Stato.

Altro suo cavalo di battaglia in commissione finanze di cui fa parte sono le misure a favore delle partite Iva, e ha proposto un regime agevolato oltre i 5 anni alzando la soglia di fatturato dagli attuali 30 mila euro a 50 mila euro.

Molto attivo sul territorio per l’istituzione della Banca del Vomano, di cui è presidente e che aprirà il suo primo sportello il 12 gennaio 2015.

7 ° DANIELE DEL GROSSO

La produttività di Daniele Del Grosso del Movimento 5 stelle, giovane imprenditore di Chieti, è pari all’indice di 40,1. Ha partecipato all’84.6 per cento delle votazioni.

Componente della commissione Affari esteri e della commissione per le Questioni regionali, ha presentato due progetti di legge.

Con il primo si chiede l’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulla vicenda riguardante i fucilieri di marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, arrestati in India con l’accusa di omicidio, e un altro che prevede modifiche interpretative delle norme sul Daspo, misura restrittiva a carico degli ultras violenti.

Ha presentato interrogazioni a difesa dell’aeroporto di Pescara, quando si è paventata l’ipotesi di un suo declassamento, e per scongiurare la chiusura della la ferrovia Sulmona-Carpinone, detta la Transiberiana d’Italia.

Particolarmente battagliero contro l’elettrodotto Terna Villanova-Gissi, anche perché dovrebbe attraversare i suoi terreni.