AVEZZANO – Fare prevenzione contro l’Aids col messaggio lanciato dalla squadra di calcio dell’Avezzano, militante nel campionato di eccellenza abruzzese: oggi 11 giocatori si sono sottoposti al test Hiv in ospedale.
L’originale iniziativa è stata della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, in collaborazione con la società calcistica, appena 2 giorni dopo la giornata mondiale dell’Hiv.
A fare gli esami ai calciatori bianco-verdi nel reparto malattie infettive, diretto dal dottor Maurizio Paoloni, con il suo staff medico composto da Armando Ranelli, Margherita D’Alessandro e Rinalda Mariani.
Presente anche il direttore sanitario dell’ospedale, dottoressa Lora Cipollone.
Le cifre nella Marsica sono preoccupanti: quest’anno, rispetto al 2013, vi sono stati 6 nuovi casi di Hiv che fanno restare più che mai accesa la ‘spia rossa’ e un decesso di un paziente anziano.
Attualmente Malattie infettive segue, nel territorio marsicano, 102 malati affetti da Hiv, un numero superiore a quello degli anni scorsi. Pazienti che, da anni, seguono una terapia a base di antivirali e che hanno intrapreso il lungo percorso delle cure.
Perché se è vero che, rispetto all’esordio della malattia, ormai quasi 30 anni fa, la mortalità è molto diminuita, è altrettanto vero che la prevenzione non è ancora sufficiente e ciò non garantisce sempre una diagnosi precoce. Il test è gratuito e, grazie a un portale internet della Regione, si può prenotare on line in modo anonimo, tutelando quindi la propria privacy.
Sul sito failtestanchetu.it si prende appuntamento (con un acronimo, un nomignolo o una sigla) e, al giorno fissato, si va in ospedale per il prelievo.
Da febbraio scorso ad oggi, al reparto di Avezzano, sono stati effettuati 380 test hiv, associati ad esami per Epatite B e C e sifilide.
Con un solo prelievo di sangue, infatti, si fanno 4 test, tra cui appunto quello Aids.
“Attraverso la squadra di calcio – afferma il dottor Paoloni – abbiamo voluto lanciare un ulteriore invito alla comunità perché occorre tenere alta la guardia sul virus. Negli ultimi mesi abbiamo registrato un lieve aumento di persone che vengono a fare l’esame ma serve una risposta più massiccia per fronteggiare la malattia e, soprattutto, intervenire tempestivamente, con diagnosi precoce, prima che il sistema immunitario sia troppo fiaccato dall’attacco del virus”.
L’altra spia preoccupante, oltre all’Aids, riguarda l’incremento dell’epatite B, nella misura del 15-20%. Non fa eccezione neppure la ‘voce’ relativa alla sifilide che, da qualche anno, fa registrare un’impennata.



