L’AQUILA – Zero euro nelle casse del Comune dell’Aquila per i rimborsi dei traslochi e del deposito temporaneo del mobilio delle case danneggiate dal terremoto del 6 aprile 2009.
Sono 2.427 le domande in attesa di essere evase dal mese di marzo, per 2,3 milioni di euro su un totale di 22,3 milioni spesi per questa voce, con un compenso fino a 5 mila euro per ciascun avente diritto, (contro i 1.500 euro riconosciuti ai terremotati dell’Emilia Romagna).
Un empasse che ha portato numerosi cittadini a protestare all’Ufficio rimborso traslochi del Comune dell’Aquila. Ma la responsabilità, spiegano al Comune, è dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Ursa), che non trasferisce i soldi necessari.
Fino a pochi giorni fa, anche avendo avuto le risorse nelle disponibilità di cassa, non ci sarebbe stato comunque chi avrebbe firmato le pratiche di trasferimento in quanto la postazioneera vacante da fine settembre, allorchè l’ex responsabile Paolo Aielli ha lasciato L’Aquila per andare a ricoprire l’incarico di amministratore delegato all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Con la nomina del nuovo titolare “ad interim” dell’Usra, Carlo Pirozzolo, segretario generale del Comune capoluogo, almeno questo ostacolo potrebbe essere risolto, ma i soldi comunque non ci sono.
“Ad oggi – spiega ad AbruzzoWeb Valentina Perilli, addetta dell’Ufficio rimborsi beni mobili e traslochi – risultano acquisite richieste di rimborso per euro 2.360.414 e nonostante l’esiguità di addetti, siamo appena tre persone, di cui una divenuta mamma da qualche giorno, quest’ufficio oltre ad assicurare il quotidiano front office è stato in grado di espletare anche l’istruttoria delle pratiche fino al 26 di agosto, con un arretrato soltanto di qualche mese, controllando l’ubicazione dell’unità immobiliare da riparare e tutta la documentazione che è prova delle spese sostenute e giustifica la richiesta”.
Il problema è però, conferma Perilli, che “il trasferimento delle somme da parte dell’Usra al Comune è stata finora di 6,2 milioni di euro a fine dicembre 2013 e di 1,2 milioni di euro all’inizio del 2014, prontamente da noi erogati fino all’ultimo euro a tutti coloro che avevano fatto domanda. A maggio però i soldi a disposizione si sono esauriti e abbiamo chiesto all’Usra il trasferimento di ulteriori risorse necessarie, ma alcuna risposta è ad oggi pervenuta”.
La restante parte dei soldi, per arrivare al totale dei 22,3 milioni, è stata già stanziata ed erogata dall’ex commissario per la Ricostruzione Gianni Chiodi.
C’è da evidenziare che comunque su questa voce di spesa dell’emergenza post-sismica, il governo è stato molto generosa con l’Abruzzo, rispetto ad esempio ai terremotati dell’Emilia Romagna.
L’ordinanza della presidenza del consiglio dei Ministri numero 3797 del 2009, all’articolo 5, ha previsto, “allo scopo di favorire la rapida effettuazione degli interventi di riparazione e ricostruzione”, la possibilità di riconoscimento di un contributo per il pagamento delle spese sostenute per il trasloco e deposito temporaneo del mobilio, fino a un massimo di euro 5 mila euro, e questo per tutte le abitazioni danneggiate, da quelle classificate, in base al danno, con la lettera “B” a quelle con la lettera “E”, sia per le abitazioni principali che per le seconde case, e anche per uffici e locali commerciali.
In Emilia Romagna invece l’ordinanza n. 63 maggio 2013, firmata dal commissario delegato, l’ex presidente della Regione Vasco Errani, ha riconosciuto per i traslochi appena 1.500 euro al massim e solo per le abitazioni principali con massimo danno classificate “E” .
Una differenza non di poco conto. All’Aquila si sono poi verificati anche tentativi di frode e numerosi casi di richieste incongrue.
“L’attenta attività di istruttoria e di verifica svolta dai nostri uffici – spiega la Perilli – ha visto emergere numerosi casi di doppie fatturazioni, mancato rispetto della normativa sulla tracciabilità bancaria, non sono mancate attestazioni e autocertificazioni risultate non veritiere di cui si ricorda che si è tenuti a fare segnalazione agli organi competenti”.






