L’AQUILA – Il gelo e la pioggia di queste ultime ore colpiscono anche cani e gatti randagi che rischiano di ammalarsi di polmonite o di morire di ipotermia a causa delle basse temperature.
Per questo, da oggi e fino a maggio 2015, sarà possibile donare cucce, coperte e piumoni inutilizzati alla sezione aquilana dell’Associazione Animalisti Italiani Onlus.
“Sono già iniziate le piogge e l’inverno è alle porte – dichiara Cristiana Graziani, medico veterinario della onlus – molti dei cani e gatti randagi, di cui ci occupiamo, vivono in strada o in aperta campagna ed è molto difficile per loro trovare un luogo in cui ripararsi dalle intemperie”.
“Non possiamo purtroppo recuperarli tutti – precisa inoltre la Graziani – anche perché molti di loro sono nati liberi e non si lasciano avvicinare, ma possiamo cercare di rendere l’inverno meno duro offrendo loro cibo e riparo, in modo che possano sopravvivere alla stagione fredda. Tra loro ci sono anche molti cuccioli che dovranno affrontare il loro primo duro inverno”.
Secondo la stessa Onlus, sarebbero soprattutto le piccole realtà ad aver bisogno di aiuto. I volontari della sezione dell’Aquila, si trovano infatti spesso ad affrontare situazioni urgenti, come dover nutrire animali abbandonati, o curare animali feriti o ancora allestire nuovi alloggi per randagi, applicando il Regolamento Comunale dell’Aquila n. 74 del 2002, che prevede e tutela la figura del cane di quartiere.
Utili ai volontari sarebbero quindi soprattutto “delle cucce da sistemare nelle zone in cui vivono questi randagi, ma anche ceste, cuscini, brandine e coperte”.
L’appello della onlus è rivolto a negozianti e grossisti di prodotti per animali, a tutte le persone di buon cuore che vogliano donare una cuccia, anche usata purché in buone condizioni, o a chi sia in grado di costruirle artigianalmente”.
“Chiediamo donazioni non in denaro – continua Cristiana Graziani – ma solo cibo non deperibile come scatolette, croccantini, riso e pasta”.
Il medico ricorda infine che “in Abruzzo la catena è vietata dal dicembre 2013” e quindi “chi detiene un cane a catena è un contravventore della Legge Regionale e, per tale motivo, va segnalato agli organi di polizia competenti per territorio”.
“La insana convinzione che il cane a catena non soffra – conclude in questo senso – induce questi pseudo-proprietari, carenti di moralità e senso di giustizia, a non rispettare né la legge né l’animale. Infatti spesso i cani a catena non hanno nemmeno un tetto sulla testa che li protegga dalla pioggia e dalla neve. Solo un asse di legno o di metallo, o i rami di una pianta. Con le zampe nel fango e nel ghiaccio, si ammalano e muoiono di polmonite, aggrediti dall’artrite o semplicemente per ipotermia”.



